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08.09.2026

Atti persecutori nel Palermitano: divieto di avvicinamento per un 51enne

di Redazione | 1 min di lettura

Il provvedimento, su disposizione della procura della Repubblica di Termini Imerese guidata dal dottore Angelo Vittorio Cavallo, è avvenuto nei confronti di un 51enne residente a Palermo, accusato di atti persecutori

Atti persecutori nel Palermitano: divieto di avvicinamento per un 51enne
Indice

Nella giornata di ieri i carabinieri di Bagheria hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Termini Imerese della misura cautelare del divieto di avvicinamento, per almeno 1.000 metri dalla persona offesa e dai luoghi da lei frequentati, con l’applicazione dello strumento elettronico di controllo. A subire il provvedimento, su disposizione della Procura della Repubblica, un uomo 51enne di Palermo, accusato di atti persecutori nei confronti di una 48enne bagherese.

La denuncia di una donna

A garantire l’avvio delle indagini da parte dei carabinieri, che hanno permesso di individuare un quadro preoccupante di atti persecutori, la denuncia sporta dalla vittima. Nello specifico infatti, con la coordinazione del sostituto procuratore Raffaele Cammarano, i militari hanno avuto modo di accertare la pericolosità costituita dall’uomo che, nel tentativo di instaurare una relazione con la vittima, ha continuato a telefonare la donna e a pedinarla già da sotto casa.

A tal proposito, infatti, la 48enne si era rivolta spesso alle forze di polizia, spaventata per la propria sicurezza dopo che l’uomo, nonostante i continui rifiuti, ha iniziato a dimostrare un atteggiamento intimidatorio e persecutorio.

Sulla base di quanto emerso quindi, e ritenendo il sussistere di gravi indizi di colpevolezza all’interno della richiesta avanzata dalla procura, il giudice per le indagini preliminari ha scelto di emanare il provvedimento di contrasto ai reati di genere, compendiati nel “codice rosso”.

Note

È doveroso rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.

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