L'attività illecita ha permesso all'associazione di assicurarsi il continuativo introito del massimo importo percepibile mediante fondi pubblici
Nella giornata di ieri, su delega della Procura della Repubblica di Messina, i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno eseguito una misura cautelare reale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, con cui è stato disposto il sequestro preventivo per oltre 20mila euro, nei confronti di due persone fisiche e dell’associazione da questi amministrata, indiziati del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Il provvedimento cautelare è scattato all’esito di un’articolata e capillare attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Messina e svolta dai finanzieri del Gruppo di Messina, verso un’associazione operante sul territorio, nel settore della tutela di persone con disabilità.
Sulla base degli elementi raccolti, è emerso che la rendicontazione relativa alle prestazioni di riabilitazione fornite era redatta in modo da non sforare il numero massimo dei trattamenti sanitari erogabili dall’associazione in regime convenzionale, superando il quale il Centro non avrebbe più ricevuto contributi pubblici dall’Asp.
L’attività illecita ha permesso all’associazione di assicurarsi il continuativo introito del massimo importo
percepibile mediante fondi pubblici.
Le indagini eseguite hanno permesso inoltre di ricostruire, nel dettaglio, il modus operandi degli indagati. Tutto dipendeva dalla convenzione sottoscritta con l’Asp, nella quale era previsto che al Centro riabilitativo fossero rimborsate fino a 73 prestazioni ambulatoriali giornaliere.
Quando a fine mese si rendevano conto di aver superato il limite, il Presidente ed il Vice – Presidente dell’Associazione costringevano i professionisti dipendenti a modificare i fogli firma sottoscritti al termine di ogni seduta riabilitativa, facendo falsamente attestare al paziente che fosse avvenuta in un giorno in cui le prestazioni erano al di sotto del limite in convenzione.
Pertanto, le ricostruzioni effettuate hanno fatto emergere lo scopo di spalmare le prestazioni nell’arco del mese con l’obiettivo di garantirsi il rimborso del numero massimo di prestazioni giornaliere consentito dall’Asp.
L’episodio evidenzia ulteriormente il costante impegno della Guardia di Finanza profuso, sotto il coordinamento e la direzione dell’autorità giudiziaria messinese, nel settore della tutela della spesa pubblica e della repressione delle frodi nei confronti dell’erario, in particolare per quanto riguarda le truffe poste in essere al fine dell’indebita percezione di fondi stanziati dallo Stato a tutela della sanità.
Di seguito le immagini video dell’operazione: