Stop alla raccolta indiscriminata di fotocopie, foto e scansioni dei documenti d’identità negli hotel, B&B e case vacanza. È l’allarme lanciato dal Codacons, che denuncia una pratica sempre più diffusa e potenzialmente pericolosa per milioni di turisti.
Secondo l’associazione, la conservazione impropria dei documenti può esporre gli ospiti a gravi rischi per la privacy, dalla diffusione incontrollata dei dati fino ai furti d’identità.
Sempre più spesso, soprattutto in alta stagione, ai clienti viene chiesto di inviare i documenti via WhatsApp o email, oppure di consentirne fotografie, scansioni o fotocopie al momento del check-in.
Una prassi che, per il Codacons, va ben oltre quanto previsto dalla legge e che rischia di trasformare dati sensibili in archivi non sicuri.
Il punto è chiaro: il gestore della struttura deve identificare l’ospite e comunicarne i dati alla Pubblica Sicurezza tramite il portale Alloggiati Web.
Tuttavia, questo obbligo non autorizza la conservazione di copie cartacee o digitali dei documenti. Una volta trasmessi i dati, eventuali copie devono essere cancellate o distrutte.
L’unico elemento che può essere conservato è la ricevuta dell’avvenuta comunicazione, da tenere per cinque anni come prova dell’adempimento.
Una posizione ribadita anche dal Garante per la protezione dei dati personali, che ha segnalato un aumento di reclami, segnalazioni e violazioni dei dati nel settore ricettivo.
In particolare, sono stati registrati casi di esfiltrazione di copie di documenti, spesso raccolti e archiviati tramite smartphone o servizi di messaggistica.
Una copia del documento contiene informazioni altamente sensibili che, se gestite senza adeguate tutele, possono essere utilizzate per:
Per questo, il Codacons invita a non sottovalutare il fenomeno e a evitare la circolazione dei documenti su canali non protetti.
L’associazione chiede controlli più severi, maggiore informazione per i cittadini e indicazioni operative chiare per tutte le strutture, comprese quelle extra-alberghiere.
Agli operatori viene inoltre raccomandato di:
“Il documento d’identità non è un semplice foglio da archiviare – afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons – ma contiene dati che, se finiscono nelle mani sbagliate, possono diventare strumenti per truffe e furti d’identità”.
“Una cosa è identificare l’ospite, un’altra è conservare i documenti. Dopo gli adempimenti di legge, quelle copie devono essere eliminate: i turisti non possono essere schedati”, conclude.