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01.08.2017

Succede a Catania e provincia: 1 agosto MATTINA

di Redazione
Succede a Catania e provincia: 1 agosto MATTINA

CATANIA – Ecco le operazioni più importanti condotte dai carabinieri e dalla polizia questa mattina a Catania e provincia.

  • I carabinieri di Mascalucia hanno arrestato per evasione Giovanni Pusillico, 24 anni. L’uomo, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari, è stato riconosciuto e bloccato dai militari mentre camminava per strada, vicino casa propria, senza alcun giustificato motivo, in palese violazione degli arresti domiciliari. L’arrestato è in attesa di essere giudicato con rito direttissimo, come disposto dall’Autorità Giudiziaria;
PUSILLICO Giovanni, Catania 17.1.1993

Giovanni Pusillico, 24 anni

  • I carabinieri di Riposto hanno arrestato in flagranza un 54enne del luogo per coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti. I militari, a conclusione di una veloce attività investigativa per contrastare il fenomeno dello spaccio nella zona jonica, hanno perquisito la casa dell’uomo e hanno trovato e sequestrato 20 grammi di marijuana, abilmente occultati in un barattolo di vetro all’interno di un’anta della cucina e, in un balcone interno, hanno recuperato anche 6 piante di cannabis alte più di un metro, insieme con vario materiale utilizzato per il confezionare lo stupefacente. L’arrestato è stato messo ai domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.

droga Riposto

  • Durante un servizio per la prevenzione e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti a Trappeto, la polizia ha trovato e sequestrato a carico di ignoti 230 grammi di marijuana. Infatti, consapevoli dell’esistenza di una nota piazza di spaccio e che gli edifici vicini vengono utilizzati come deposito per la droga, i poliziotti hanno controllato un palazzo fuori dal quale avevano poco prima notato un individuo sospetto che, alla loro vista, era scappato. All’interno del vano dei contatori del gas è stato trovato un involucro in cellophane con 230 grammi di marijuana. 
  • Gli agenti hanno arrestato un cittadino rumeno, S.D.C.. I poliziotti sono intervenuti in casa dell’uomo, dove era stata segnalata una lite in famiglia. Giunti sul posto, gli agenti hanno contattato la donna che aveva lanciato l’allarme, che ha raccontato di essere stata picchiata dal proprio coniuge. Dagli accertamenti è risultato che l’uomo, nonostante il divieto di avvicinamento alla moglie, lo scorso 7 luglio aveva violato la prescrizione, aggredendo la donna fisicamente e verbalmente. Il rumeno è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza;
  • Gli agenti del commissariato di Nesima, in collaborazione con la polizia municipale, hanno eseguito un mirato servizio di controllo del territorio nelle zone di via Capopassero, via Ustica, via Pantelleria e via Galermo, principali arterie del quartiere di San Giovanni Galermo, per contrastare i reati contro il patrimonio e gli illeciti. Nel corso dei posti di controllo effettuati, sono state identificate 46 persone, controllati 21 macchine, moto e motorini, elevati 13 verbali per un totale di € 2.300,00, ritirate 2 carte di circolazione, sequestrati 2 macchine mancanti di copertura assicurativa e fermata un’auto. È stata anche ritirata una patente di guida al conducente di un’auto che deteneva droga per uso personale, droga che è stata sequestrata. Sono state, inoltre, controllate 2 attività commerciali, tra cui un chiosco bar itinerante e un camion per la vendita del panini, entrambe sanzionate per vari illeciti al Codice della Strada, per una somma totale pari a € 1.700,00; sono stati inoltre sequestrati tavoli e sedie utilizzati per la somministrazione degli alimenti.
  • I poliziotti di Borgo Ognina hanno effettuato un controllo in un cantiere edile in via Roberto Giuffrida Castorina per accertamenti sul rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono stati identificati alcuni operai ed è stato accertato che il conducente di un mini-escavatore non indossava casco protettivo e cintura di sicurezza. L’operaio, inoltre, è risultato privo di contratto di lavoro e quindi lavoratore in nero; si è pure accertato che l’uomo era destinatario di un’indennità di disoccupazione. Per ottenere l’indennità, l’operaio ha rilasciato all’INPS una falsa dichiarazione del suo stato di disoccupazione e quindi è stato indagato in stato di libertà per il reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. L’uomo dovrà restituire i soldi guadagnati illegalmente.
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