La Polizia di Stato ha sequestrato oltre 35 grammi di hashish. Il giovane extracomunitario è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale
Un giovane extracomunitario, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dalla Polizia di Stato nel centro storico di Alcamo con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.
L’operazione è stata condotta dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Alcamo nell’ambito dei servizi di controllo del territorio finalizzati al contrasto dello spaccio di droga, in particolare nelle aree maggiormente frequentate dai giovani.
Gli investigatori, in abiti civili, hanno notato il giovane mentre si trovava in compagnia di alcuni coetanei in piazza della Repubblica. Successivamente, quando si è allontanato dirigendosi verso piazza Ciullo, i poliziotti hanno deciso di sottoporlo a controllo.
La perquisizione personale ha consentito di rinvenire due involucri contenenti hashish per un peso complessivo di circa 5 grammi. Il ritrovamento ha spinto gli agenti ad estendere gli accertamenti all’abitazione del sospettato.
Nel corso della perquisizione domiciliare, all’interno di un borsello nascosto in un armadietto in disuso, sono stati trovati altri sei involucri identici ai precedenti contenenti complessivamente circa 32 grammi di hashish.
Le operazioni sono state però ostacolate dal giovane che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe tentato di impedire la perquisizione impugnando un coltello da cucina e minacciando gli operatori. Gli agenti sono riusciti a disarmarlo e a bloccarlo dopo momenti di tensione.
L’arresto si inserisce in un più ampio piano di monitoraggio delle zone cittadine maggiormente frequentate dai giovani. Nelle settimane precedenti il Commissariato di Alcamo aveva già effettuato numerosi controlli che avevano portato al sequestro di hashish, crack e cocaina e all’arresto di altri giovani extracomunitari coinvolti in attività di spaccio.
Informata dell’accaduto, la Procura della Repubblica di Trapani ha condiviso l’operato degli investigatori disponendo l’arresto in flagranza di reato. Dopo le formalità di rito, l’indagato è stato posto agli arresti domiciliari.
Successivamente, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trapani, nel corso dell’udienza di convalida, ha confermato l’arresto sostituendo però la misura cautelare degli arresti domiciliari con quella dell’obbligo di dimora.