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05.06.2020

Soggetto di collegamento tra Pietro Campo e altre famiglie mafiose: sequestro di beni a elemento di Cosa Nostra

di Redazione
Soggetto di collegamento tra Pietro Campo e altre famiglie mafiose: sequestro di beni a elemento di Cosa Nostra

AGRIGENTO – Durante una operazione, la Questura di Agrigento, ha eseguito il decreto emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, con cui è stato disposto il sequestro nell’ambito del procedimento finalizzato all’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca di beni, ai sensi del Codice Antimafia e della Misure di Prevenzione.

Nel mirino T.F., di 41 anni, al momento detenuto, arrestato il 29 novembre del 2015 e sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere, in quanto accusato del reato di cui all’art. 416 bis C.P., per aver svolto funzioni di raccordo e collegamento tra Pietro Campo, appartenente alla famiglia mafiosa di Santa Margherita Belice, e altre famiglie mafiose del territorio Agrigentino.

Il Tribunale di Agrigento, con la sentenza del 19 ottobre 2018, ha riconosciuto il T.F. colpevole del reato contestatogli, e lo ha condannato a sedici anni di reclusione per il delitto di partecipazione all’associazione mafiosa Cosa Nostra.

Le indagini erano state sviluppate dalla Polizia di Stato e in particolare dalle Squadre Mobili di Agrigento e di Palermo nell’ambito dell’operazione di Polizia giudiziaria denominata “ICARO”.

Il sequestro è stato eseguito dalla Divisione Anticrimine e delle Squadre Mobili di Agrigento e Palermo e ha riguardato tre appezzamenti di terreno agricolo, per complessivi quattro ettari, coltivati a vigneto, oliveto e agrumeto, siti nel Comune di Siculiana, per un valore di mercato di oltre 60.000 euro.

La misura di prevenzione patrimoniale mira a contrastare i soggetti riconosciuti portatori di pericolosità sociale e colpisce le ricchezze accumulate illecitamente o acquistate in condizione di sperequazione finanziaria.

Immagine di repertorio