AGRIGENTO – Non era stata concessa alcuna autorizzazione dalla competente Soprintendenza per i Beni Archeologici, né dal relativo Ente Parco, per le opere realizzate successivamente alla struttura originaria “Case Valenti” della Valle dei Templi (Agrigento) e di cui è stato eseguito il sequestro preventivo dai carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Palermo insieme ai militari della compagnia carabinieri di Agrigento.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a seguito degli approfondimenti che hanno seguito le attività d’indagine svolte nel mese di ottobre 2019, insieme al Nucleo Antisofisticazioni e Sanità Carabinieri di Palermo e alla Stazione Carabinieri di Agrigento, nell’ambito di servizi coordinati “Campagna a Tutela del Patrimonio Paesaggistico e dei Siti Archeologici e Marini”.

Nel corso dei controlli effettuati su un punto di ristoro all’interno del Parco della Valle dei Templi, sono state riscontrate vìolazioni delle normative igienico-sanitarie e del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, con la chiusura di alcune parti adibite a laboratorio e di due depositi per alimenti realizzati abusivamente e in ambienti non autorizzati.
Sono state, pertanto, sequestrate le seguenti opere abusive:

Il provvedimento di sequestro preventivo attesta il concreto pericolo che “la libera disponibilità di quanto sopra indicato possa aggravare o protrarre le conseguenze dei reati ipotizzati, in quanto vi è il rischio che l’uso delle res approfondisca e aggravi la lesione dei beni giuridici protetti”, così scrive il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento nella motivazione del decreto eseguito dai carabinieri del Nucleo TPC di Palermo nella giornata di oggi.
Allo stato attuale, è indagato il legale rappresentante della società che gestisce il punto di ristoro, a cui vengono contestati i reati di abusivismo edilizio, opere illecite, uso illecito e opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità di essa.
La struttura è ubicata all’interno del parco archeologico di Agrigento che, dal 1997, è inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità stilata dall’UNESCO ed emerge tra i siti più visitati e più vasti del Mediterraneo, caratterizzato dall’eccezionale stato di conservazione di importanti templi dorici ed ellenici. Corrisponde all’antica Akragas, imponente nucleo originario della città di Agrigento.