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05.09.2026

Cittadinanze italiane “facili” a cittadini brasiliani, 23 indagati: un arresto e una sospensione nel Agrigentino

di Redazione | 2 min di lettura

Un presunto sistema illecito legato alle pratiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis a cittadini di origine brasiliana

Cittadinanze italiane “facili” a cittadini brasiliani, 23 indagati: un arresto e una sospensione nel Agrigentino
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Un presunto sistema illecito legato alle pratiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis a cittadini di origine brasiliana. È il quadro emerso da una complessa indagine della Squadra Mobile di Agrigento che ha portato complessivamente al deferimento di 23 persone, coinvolte a vario titolo nelle ipotesi investigative.

Nella mattinata del 4 settembre, la Polizia di Stato ha eseguito due provvedimenti cautelari diventati definitivi dopo che la Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dagli indagati.

Titolare di un’agenzia d’affari finisce in carcere

Per il titolare di un’agenzia d’affari è scattata la custodia cautelare in carcere. L’uomo è indagato, a vario titolo, per numerose ipotesi di reato, tra cui favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falso ideologico, corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio, oltre al concorso nei reati di riciclaggio e autoriciclaggio.

Al termine delle operazioni è stato trasferito nella casa circondariale di Agrigento.

Sospesa per sei mesi un’ispettrice della Polizia Locale

Contestualmente, gli investigatori della Sezione Reati contro la Pubblica Amministrazione e il Patrimonio hanno eseguito una seconda misura nei confronti di un’ispettrice della Polizia Locale di Porto Empedocle.

Per la donna, indagata in relazione a ipotesi di falso, è stata disposta la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per sei mesi.

L’indagine sulle cittadinanze iure sanguinis

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, è stata avviata nel maggio del 2023 e conclusa nell’aprile del 2025.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe emerso un articolato meccanismo illecito nella gestione delle pratiche amministrative destinate al riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis a cittadini di origine brasiliana.

Gli accertamenti hanno portato alla segnalazione all’Autorità Giudiziaria di 23 soggetti, nei cui confronti vengono ipotizzati, a diverso titolo, reati riconducibili a corruzione, falso, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Dal no del Gip alla decisione del Riesame

In una prima fase, il Gip del Tribunale di Agrigento aveva rigettato le richieste di applicazione delle misure cautelari avanzate dalla Procura.

L’Ufficio requirente aveva però impugnato la decisione davanti al Tribunale del Riesame di Palermo, che aveva accolto le prospettazioni della Procura disponendo i provvedimenti cautelari.

Il passaggio decisivo è arrivato il 3 settembre 2026, quando la Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi degli indagati. Le misure sono così diventate definitive e sono state eseguite il giorno successivo.

L’operazione rappresenta un ulteriore sviluppo della stessa inchiesta: già l’11 maggio 2026 erano stati eseguiti altri provvedimenti cautelari definitivi nei confronti di due ulteriori indagati.

Le misure adottate si fondano sul quadro indiziario raccolto durante le indagini. Le responsabilità penali degli indagati dovranno essere accertate nel processo, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

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