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12.01.2019

Bracciante agricolo massacrato dopo una lite: la testimonianza di due carabinieri

di Redazione
Bracciante agricolo massacrato dopo una lite: la testimonianza di due carabinieri

AGRIGENTO – Prosegue il processo nei confronti di Vasile Lupascu, 44 anni, il figlio Vladut Lupascu, 19 anni e la moglie Ansioara Lupascu, 39 anni, accusati di aver ucciso il 7 luglio del 2018 Costantin Pinau, bracciante agricolo rumeno, in seguito a una lite.

Ieri, davanti alla Corte d’Assise di Agrigento, due carabinieri hanno raccontato quanto accaduto il giorno dell’omicidio. Stando a quanto riferito dai militari, ci sarebbero stati dei momenti di tensione all’ospedale Barone Lombardo di Canicattì, dove l’imputata era stata trasportata perché ferita. Successivamente la donna venne trasferita al San Giovanni di Dio del capoluogo agrigentino per evitare che venisse linciata dai parenti dell’uomo ucciso.

L’assassinio sarebbe scaturito in seguito a un litigio che la vittima avrebbe avuto con l’imputato 19enne. La famiglia Lupascu avrebbe deciso di attendere il ritorno a casa di Pinau.

I tre presunti aggressori, armati di coltello, spranga di ferro e di zappa si sarebbero scagliati contro l’uomo, riuscendo a colpirlo alla testa.

Anche la moglie di Pinau, in quel momento in compagnia della vittima, sarebbe stata raggiunta da alcuni colpi di bastone. La donna sarebbe riuscita a mettersi in salvo perché il marito avrebbe attirato su di sé le attenzioni dei suoi aggressori. L’uomo si spense in seguito a un vasto trauma cranico provocato dai colpi ricevuti.

I tre vennero fermati dai carabinieri nei pressi dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, dove avrebbero voluto farsi medicare: in macchina fu ritrovata la spranga di ferro ancora macchiata di sangue.

Immagine di repertorio