AGRIGENTO – “Avevo paura di essere ucciso e avrebbe ammazzato mia sorella”. Questa la confessione di Raimondo Burgio, 35 anni, accusato dell’omicidio di Ignazio Scopelliti, freddato a colpi di pistola la scorsa settimana.
Il giudice per le indagini preliminari, Stefano Zammuto, ha disposto gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Burgio era stato fermato dopo poche ore dall’accaduto.
I due erano cognati, ma, sembrerebbe, che Burgio avesse il timore che Scopelliti potesse uccidere la sorella. Specialmente dopo averlo visto litigare con la madre davanti casa propria. Da qui ha deciso di affrontarlo. Dal loro dialogo ne è nata una discussione con minacce.
Poi, la paura e la decisione di sparare.