ITALIA – In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Nursing Up denuncia i numeri devastanti e sempre più preoccupanti relativi alle aggressioni contro le infermiere in Italia.
Siamo arrivati al drammatico numero di 130mila aggressioni annue, nel 2023 e nel 2024, contro i nostri infermieri, di cui il 75% delle vittime sono donne, quindi sono infermiere.
Questo significa che ogni anno 97.500 infermiere vengono aggredite, e tra queste, il 30% subisce almeno una violenza fisica. Pugni, morsi, calci e addirittura denti saltati: ogni giorno, le infermiere sono vittime di violenze inaudite.
Torna alla mente uno dei tanti episodio in Sicilia, per esempio all’ospedale Maria SS. Addolorata di Biancavilla, dove una dottoressa del reparto di Pediatria insieme ad un’infermiera e un vigilantes sono stati colpiti dall’ira funesta di una 26enne.
L’aggressione, ha ricostruito la Procura di Catania, era legata ai due figli della 26enne che aveva da poco ricevuto una notifica con la quale le era stato comunicato l’avvio di accertamenti per la verifica della sua idoneità genitoriale.
Secondo un report di Amsi, UMEM e Uniti per Unire, la Sicilia è stata la quarta regione per numero di aggressioni nell’ultimo anno con un incremento del fenomeno pari al 18% in più. Davanti l’Isola, Lazio (+19%); Puglia (+20%); Campania (+22%); Lombardia (+25%).
“In occasione della ricorrenza dell’8 marzo, esprimo la mia convinta vicinanza ed il mio profondo senso di rispetto a tutte le donne, condividendo ogni loro legittima lotta e richiesta di uguaglianza e partecipazione e contro ogni forma di violenza.
Questo è un tema a cui tengo molto ed è per questo che ho voluto la costruzione del sito antiviolenza del Comune di Palermo, per il quale ringrazio l’impegno dell’assessorato alle Politiche sociali per la realizzazione. Un ringraziamento va anche alle donne che compongono la Giunta e a quelle del Consiglio comunale per il loro prezioso lavoro.
Senza dimenticare le donne del Comune che quotidianamente forniscono un determinante contributo al funzionamento della macchina amministrativa e alla crescita della nostra città“.
Lo ha detto il sindaco Roberto Lagalla.
“Le infermiere italiane sono madri e mogli prima che professioniste. Sottraggono tempo alla loro famiglia e alla loro vita personale per prendersi cura dei pazienti, eppure ogni giorno sono costrette a subire violenze. I numeri sono inaccettabili, eppure gran parte di queste aggressioni rimangono impunite. Chi le difende?”. Esordisce così Antonio De Palma, Presidente del sindacato Nursing Up.
Le infermiere, con il loro coraggio e la loro dedizione, sono chiamate a lavorare in un sistema sanitario italiano ormai sovraccarico e disorganizzato, ma non possono più affrontare da sole questa spirale di violenza.
Sono spesso costrette a barricarsi nei reparti, spaventate dai pazienti e dai loro familiari, che a volte inscenano veri e propri raid punitivi.
La situazione è drammatica, e ciò che emerge è che molte aggressioni sono perpetrate da pazienti con disturbi psichici, che rappresentano un ulteriore fattore di rischio.
Tuttavia, oltre alla disorganizzazione e alla congestionata rete ospedaliera, esiste un problema di sicurezza che richiede interventi urgenti, come il rafforzamento delle forze dell’ordine negli ospedali, soprattutto durante gli orari notturni.
“Non è più possibile che le infermiere rimangano sole nelle corsie dei pronto soccorso o nei reparti, spesso in turni notturni, a fronteggiare pazienti aggressivi, ubriachi,
“Il fenomeno deve essere fermato. Non è più accettabile che le infermiere diventino vittime sacrificali di un sistema che non le protegge e che non le difende”, afferma De Palma.
“Le infermiere italiane, le ostetriche e tutte le altre nostre professioniste sanitarie, ogni giorno, combattono per la salute della collettività. È ora che la loro sicurezza venga garantita. Non possiamo più tollerare aggressioni fisiche e psicologiche nei loro confronti. Il sistema sanitario italiano deve cambiare volto, e le istituzioni devono proteggere chi ogni giorno si prende cura della nostra salute“, conclude De Palma.