L'operazione, atta a garantire una maggiore sicurezza ai cittadini, ha così permesso di ottenere risultati importanti sul piano preventivo e repressivo
Proseguono incontrastate le attività di controllo sul territorio perpetrate dai carabinieri di Acireale, ad oggi parte di un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati. A venir attenzionate, nello specifico, quelle aree interessate dalla movida serale all’interno dei comuni di Acireale, Aci Castello e Sant’Antonio.
Durante il corso dei controlli, sulla base di quanto raccolto, i militari hanno denunciato in stato di libertà 3 individui distinti per ipotesi di reato. Nello specifico un 25enne è stato denunciato per violazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, dopo essere stato scorto dai carabinieri senza alcuna autorizzazione.
In seguito, poi, a venir deferito anche un 20enne, accusato di ricettazione dopo essere stato scoperto alla guida di un veicolo risultato provento di furto. A tal proposito, grazie all’intervento dei carabinieri, l’autovettura è stata ritrovata e restituita al proprietario.
Parallelamente i controlli hanno riguardato anche un padre e un figlio, denunciati in quanto possessori di circa 20 grammi di marijuana. La suddetta sostanza, nello specifico, è stata rinvenuta in seguito ad una perquisizione domiciliare, eseguita dopo un ordinario controllo su strada.
L’attività di controllo ha così interessato 50 persone identificate e 20 veicoli sottoposti a verifica. Elevate, invece, 8 contestazioni per violazione del codice stradale riguardanti, tra l’altro, anche la circolazione senza copertura assicurativa, la guida senza casco e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza.
Infine, nel medesimo contesto operativo, 2 ragazzi sono stati segnalati in quanto assuntori di sostanze stupefacenti per uso personale alla competente autorità amministrativa. Nonostante quanto riportato, però, è fondamentale sottolineare come gli odierni indagati siano solamente indiziati di reato. Per tale motivo, infatti, godono tutt’ora del principio costituzionale di presunzione d’innocenza, valevole da ora fino a condanna definitiva.