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07.09.2026

Acireale, immobile danneggiato dal sisma ancora in piedi dal 2019: “Va demolito, rappresenta un pericolo”

di Redazione | 3 min di lettura

Sopralluogo in piazza IV Settembre ad Aci Platani con Comune, Protezione Civile e commissario per la ricostruzione. Barbagallo chiede la revisione della scheda AeDES: "Una famiglia è fuori casa da sette anni, bisogna trovare una soluzione"

Acireale, immobile danneggiato dal sisma ancora in piedi dal 2019: “Va demolito, rappresenta un pericolo”
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Un immobile ancora in piedi a distanza di anni dal terremoto del 26 dicembre 2018, ritenuto oggi potenzialmente pericoloso, e una famiglia che dal 2019 non può rientrare nella propria abitazione. È il caso al centro del sopralluogo effettuato questa mattina in piazza IV Settembre, ad Aci Platani, su richiesta del sindaco di Acireale Roberto Barbagallo.

L’obiettivo è verificare nuovamente le condizioni dell’edificio e, soprattutto, individuare un percorso che possa consentire la revisione della scheda AeDES del 15 gennaio 2019, arrivando eventualmente alla demolizione.

Comune e Protezione Civile nuovamente sul posto

Al sopralluogo hanno partecipato, oltre al sindaco, il commissario straordinario per la ricostruzione Salvatore Scalia, il funzionario del Dipartimento regionale della Protezione Civile Vincenzo Salanitri, il dirigente dell’Area Ambiente e Protezione Civile Antonino Borzì e la dirigente dell’Area Ricostruzione Post Sisma Lauretta Spina.

Presenti anche tecnici e funzionari regionali e comunali, l’assessore ai Lavori Pubblici Antonino Musmeci e il consigliere comunale Enzo Di Mauro.

Il nodo della scheda AeDES del 2019

La vicenda nasce dalla valutazione effettuata dopo il terremoto di Santo Stefano. La scheda AeDES del 2019 aveva indicato l’agibilità dell’immobile, ma l’inagibilità per rischio esterno, prescrivendo interventi urgenti per mettere in sicurezza l’arco di accesso e un muro lesionato, oltre alla rimozione di coppi pericolanti.

Successivamente era stato disposto il divieto di accesso e di utilizzo dell’edificio proprio a causa del rischio esterno.

A distanza di anni, il Comune ritiene necessario rivalutare quella classificazione alla luce delle attuali condizioni strutturali e del possibile pericolo per la pubblica incolumità.

Barbagallo: “Quell’immobile deve essere demolito

«Riteniamo che ci sia stato un errore in quei momenti convulsi e lo comprendo, perché sono state tante le schede di valutazione effettuate in tutto il territorio», afferma il sindaco Roberto Barbagallo.

“Ma oggi abbiamo un immobile che è ancora in piedi e che riteniamo debba essere demolito, perché può rappresentare un pericolo per l’incolumità pubblica“.

Per il primo cittadino esiste anche un’altra emergenza da risolvere: quella della famiglia costretta a lasciare l’abitazione.

La famiglia è fuori casa dal 2019 e ha diritto, come è avvenuto negli altri casi, a un’abitazione. Se non si modifica la scheda, questa situazione rischia di lasciare contemporaneamente un immobile inabitato e pericoloso e una famiglia senza la propria casa”.

Possibile coinvolgimento della Protezione Civile nazionale

Il problema, al momento, è soprattutto di natura amministrativa e normativa.

“In questo momento la Protezione Civile ritiene di avere le mani legate rispetto alla possibilità di modificare una scheda AeDES – spiega Barbagallo –. Per questo, insieme al commissario, stiamo cercando di capire quale sia la procedura corretta e se sia possibile sottoporre la questione alla Protezione Civile nazionale, verificando tutti gli aspetti anche con l’Avvocatura.

L’obiettivo, aggiunge il sindaco, è trovare «in nome del buon senso» una strada che permetta di adeguare la valutazione alla situazione reale dell’immobile.

Scalia: “Verificheremo se la scheda può essere modificata

Anche il commissario straordinario Salvatore Scalia ha annunciato ulteriori approfondimenti sul piano giuridico.

“Quello che ho già segnalato alla Protezione Civile è che, a mio parere, può esserci la possibilità di modificare la scheda AeDES“, ha spiegato.

Scalia sottoporrà la questione ai propri consulenti legali affinché possa essere valutata anche dalla Protezione Civile nazionale, soprattutto in presenza di situazioni particolarmente delicate come quella in esame, caratterizzata, secondo quanto evidenziato, dalla presenza di costruzioni su una faglia.

“Le norme non si possono superare così agevolmente e non è competenza nostra decidere in merito – conclude Scalia – ma faremo tutto il possibile perché, laddove questa possibilità esista, la scheda AeDES possa essere modificata e la situazione burocratica possa essere ricondotta alla realtà dei fatti“.

Il sopralluogo apre dunque una nuova fase della vicenda: adesso sarà necessario verificare gli strumenti normativi disponibili per superare lo stallo e arrivare a una soluzione che contemperi sicurezza pubblica, ricostruzione e diritto della famiglia a riavere una casa.

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