CATANIA – Le telecamere del sistema di sorveglianza dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo di Catania, hanno rilevato la presenza di attività stromboliana dai crateri dell’Etna, accompagnata da una debole emissione di cenere.
Il fenomeno resta confinato alla zona sommitale del vulcano, il più alto e attivo d’Europa. Continua inoltre l’alimentazione moderata della colata lavica, attiva dall’8 febbraio, che fuoriesce da una frattura apertasi alla base della Bocca Nuova, a un’altitudine di 3.050 metri. Il fronte lavico si mantiene stabile a quota 1.800 metri.
Nel frattempo, il tremore vulcanico, indicatore dell’energia del magma nei condotti interni, è in aumento, passando da livelli medio-bassi a medio-alti.
Gli esperti dell’INGV hanno confermato il bollettino di allerta per il volo (VONA) di colore arancione, che tuttavia non influisce sulla piena operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania.
Nella notte, inoltre, un terremoto di magnitudo ML 2.6 è stato registrato a 1 km a nord-est di Sant’Agata Li Battiati (CT). Il sisma è avvenuto il 23 febbraio 2025 alle 23:35 UTC (00:35 ora italiana del 24 febbraio), con coordinate geografiche 37.5690 di latitudine e 15.0870 di longitudine, a una profondità di 2 km.
L’evento è stato localizzato dalla Sala Operativa INGV-OE di Catania.
Il terremoto è stato localizzato a 7 km a nord di Catania (314.555 abitanti) e nelle vicinanze di diverse città con almeno 50.000 abitanti, tra cui:

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