Il presidente Vito Pirrone chiede verifiche sull’operazione che riguarda la società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso. Nell’esposto sollevati dubbi sui poteri commissariali, sulla documentazione e sulle valutazioni economiche alla base della privatizzazione
La procedura di privatizzazione della SAC, società a totale capitale pubblico che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, finisce all’attenzione di Anac e Corte dei Conti. A rivolgersi alle autorità competenti è l’Osservatorio Nazionale sulla Pubblica Amministrazione, attraverso il presidente, avvocato Vito Pirrone, che segnala una serie di presunte criticità e chiede verifiche sulla regolarità e trasparenza dell’intera operazione.
Al centro dell’iniziativa dell’Osservatorio c’è la procedura che prevede la cessione della partecipazione di maggioranza della SAC, detenuta dalla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, attualmente guidata da un commissario straordinario.
Uno dei punti sollevati riguarda proprio i limiti del mandato commissariale. Secondo l’Osservatorio, sarebbe necessario verificare se un’operazione destinata a produrre effetti permanenti sull’assetto proprietario della società e sul futuro di un’infrastruttura ritenuta strategica sia compatibile con i poteri attribuiti a una gestione straordinaria.
L’esposto chiede inoltre di verificare alcuni atti compiuti dal commissario straordinario Antonio Belcuore, che in audizione parlamentare avrebbe dichiarato di avere agito “in continuità” con la precedente gestione.
Tra gli atti richiamati figurano la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione della SAC, la conferma dell’amministratore delegato Torrisi per il decimo anno, con un aumento del compenso indicato dall’Osservatorio nel 40%, e la restituzione delle deleghe gestionali. Anche su questi aspetti viene chiesto di accertare la compatibilità con i poteri commissariali.
Altro nodo riguarda le motivazioni economiche dell’operazione. Secondo quanto rappresentato nell’esposto, mancherebbe una motivazione economica aggiornata al 2026 sulla convenienza della privatizzazione, ai sensi del decreto legislativo 175/2016, così come un’analisi riferita all’attuale situazione valutativa della società.
Si tratta di circostanze che l’Osservatorio chiede alle autorità competenti di verificare, senza che allo stato le contestazioni formulate nell’esposto possano essere considerate accertate.
Particolare attenzione viene riservata anche alle dichiarazioni rese in due differenti audizioni.
Secondo quanto riportato dall’Osservatorio, il 17 giugno 2026 la presidente della SAC, Anna Maria Quattrone, davanti alla Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità, avrebbe affermato che tutti i componenti del CdA erano stati informati e avevano ricevuto una “visione assolutamente completa di tutte le procedure”.
Il successivo 27 luglio, davanti alla IV Commissione legislativa dell’Assemblea Regionale Siciliana, la consigliera SAC Francesca Garigliano avrebbe invece riferito di non avere ricevuto la documentazione richiesta e di avere ottenuto tramite Pec un diniego all’accesso ad alcuni atti ritenuti necessari per esercitare consapevolmente il proprio diritto di voto, compresi i contratti degli advisor e i documenti da questi prodotti.
L’Osservatorio chiede pertanto che anche queste circostanze vengano approfondite sulla base dei verbali ufficiali delle audizioni e della documentazione disponibile.
Nell’esposto viene infine chiesto alle autorità competenti di valutare l’eventuale sussistenza di profili di responsabilità, richiamando anche gli articoli 372 e 328 del codice penale, oltre ad accertare la complessiva regolarità della procedura.
Per l’Osservatorio, considerata l’importanza degli aeroporti di Catania e Comiso per il sistema dei trasporti siciliano, un eventuale passaggio della maggioranza della società a soggetti privati deve essere accompagnato da rigorose verifiche sulla legittimità degli atti, sulla trasparenza del percorso e sulla motivazione e valutazione economica dell’operazione.
Le questioni sollevate rappresentano, allo stato, richieste di verifica formulate dall’Osservatorio alle autorità competenti e non accertamenti definitivi di irregolarità o responsabilità.