Il sindaco di Palermo tiene a precisare che "Palermo non può accettare come se nulla fosse che si svolgano in città eventi legati a persone coinvolte in vicende giudiziarie di una certa gravità"
In seguito all’arresto del trapper Tony Boy, il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, valuta se annullare l’esibizione che si dovrebbe tenere al Velodromo il 27 agosto.
“In relazione al concerto previsto al Velodromo, attendiamo gli sviluppi dell’autorità giudiziaria e le determinazioni degli organizzatori, riservandoci ogni valutazione di competenza dell’Amministrazione. In ogni caso, riteniamo doveroso affermare fin d’ora che Palermo non intende dare spazio né legittimazione a comportamenti che, qualora confermati, sarebbero del tutto incompatibili con i valori della nostra comunità. La città può e deve essere aperta alla musica e ai grandi eventi, ma apertura non significa assenza di responsabilità. Palermo è una città che accoglie, ma sa anche prendere le distanze da ciò che non condivide“, queste le parole del sindaco di Palermo.
“Palermo è una città che crede nella cultura, nella musica e nella libertà di espressione – prosegue – ma proprio per questo non può essere indifferente ai comportamenti di chi sale su un palco e diventa, a tutti gli effetti, un modello per migliaia di giovani. Alla luce delle notizie relative all’arresto di Tony Boy e alle accuse contestate dalla magistratura, riteniamo doveroso ribadire con chiarezza che l’Amministrazione comunale e la città di Palermo prendono le distanze, senza ambiguità, da qualsiasi comportamento che possa risultare incompatibile con il rispetto della legge e delle regole della convivenza civile. Sarà la magistratura, nelle sedi competenti, ad accertare responsabilità e fatti. Non intendiamo quindi anticipare alcun giudizio di colpevolezza. Ma, proprio in attesa che questa vicenda venga chiarita, riteniamo che Palermo non possa accettare come se nulla fosse che si svolgano in città eventi legati a persone coinvolte in vicende giudiziarie di tale gravità“.