AST, incontro a Siracusa tra il vertice Genovese e il sindaco Italia: pronto un piano di rilancio

AST, incontro a Siracusa tra il vertice Genovese e il sindaco Italia: pronto un piano di rilancio

SIRACUSA – Si scrive un nuovo capitolo della vicenda AST. Questa mattina a Siracusa si è svolto un incontro che ha visto la presenza del presidente dell’azienda Luigi Genovese, del sindaco di Siracusa Francesco Italia, del presidente della IV commissione Ars Territorio e Ambiente, Giuseppe Carta e di rappresentanti istituzionali e lavoratori.

“L’AST è un asset strategico – ha sottolineato il sindaco Italia – non solo per la mobilità, ma anche per il sociale e per lo sviluppo economico della provincia. La sfida non è soltanto risanare, ma rilanciare: un’azienda che non funziona non ha senso di esistere”, afferma.

Il punto di partenza resta il “difficile e doloroso” piano di risanamento. Tuttavia, l’obiettivo sembrerebbe quello di andare oltre: costruire un’azienda moderna, efficiente ed ecocompatibile, capace di tornare a svolgere un ruolo centrale nel sistema dei trasporti regionali, anche in vista dell’arrivo della stagione balneare.

Tra le priorità resta ovviamente la tutela dei dipendenti, coma ha sottolineato il presidente Genovese: “C’è un capitale umano che non va disperso e una prospettiva di continuità lavorativa, anche per gli interinali, che deve essere valorizzata”.

Cosa prevede il piano di rilancio

Avviata in quest’ottica una procedura per l’acquisto di 49 nuovi mezzi, passaggio ritenuto fondamentale per aumentare il fabbisogno di personale interno e la riduzione di ricorso a soluzioni temporanee.

Non meno importante il tema delle tratte, evidenziato durante l’incontro la necessità di rafforzare i collegamenti a valenza sociale. Ad esempio la tratta Città Giardino–Siracusa garantisce mobilità a persone con difficoltà, inclusi utenti in carrozzina.

Si guarda inoltre anche alla possibilità di riacquisire alcune tratte che oggi vengono gestite da privati, mantenendo però un equilibrio tra gestione pubblica e qualità del servizio. “L’AST deve tornare a essere un fiore all’occhiello della Regione Siciliana – hanno ribadito Genovese e Carta – un’azienda capace di garantire certezza delle corse, sicurezza per i lavoratori e un servizio moderno per i cittadini”.

La speranza dei lavoratori

Le voci dei lavoratori emerse con forza negli scorsi giorni hanno portato a un risultato concreto. “Finalmente abbiamo visto le istituzioni muoversi insieme – spiegano – e questo ci dà fiducia. Ma il punto è semplice: l’utenza vuole lavoratori AST sui pullman, non servizi affidati ai privati. Si è creato un rapporto umano con i pendolari che è stato interrotto dall’oggi al domani”.

I dipendenti descrivono la rapidità con cui tutto è avvenuto e il chiaro smarrimento che hanno provato, le risposte alle loro domande che ancora cercano: “Si parlava di stabilizzazione e concorsi – raccontano – e nel giro di pochi giorni siamo passati ai licenziamenti. È una contraddizione che non riusciamo a capire”.



Le parole dei lavoratori

Gli impiegati raccontano di una tragica situazione interna che va avanti da mesi, diventata ormai insostenibile: il problema infatti sembrerebbe essersi allargato a macchia d’olio in tutte o quasi le provincie siciliane. “Abbiamo abbattuto fino al 75% delle trasferte – affermano – coperto assenze per malattia e permessi, garantito continuità operativa. Non esiste alcun esubero, sono solo dicerie”.

“Molti turni sono stati affidati ai consorzi privati e noi siamo stati messi in ferie forzate. Siamo 12 lavoratori in attesa di rientrare, mentre il servizio continua con personale esterno. Il problema – continuano – non è soltanto la carenza di mezzi, ma anche quella di organico. Ci sono colleghi con oltre 80 giorni di ferie accumulate perché non è mai stato possibile fermarsi. Questo dimostra che il personale serve”.

I lavoratori ripongono le loro speranze nell’acquisto dei nuovi mezzi che potrebbero garantire una continuità significativa: “Con i 49 mezzi previsti – spiegano – si potrebbe garantire un numero importante di corse e ridurre il ricorso al noleggio, che oggi pesa molto sui costi. Solo a Modica – continuano – ci sono 22 mezzi a noleggio, a Palermo 16. Recuperare queste risorse significherebbe anche creare posti di lavoro interni, invece di continuare a esternalizzare”.

Non manca, però, un segnale di apertura. I lavoratori si dicono “fiduciosi” dopo il confronto con il presidente Genovese e con l’onorevole Carta. “Ci è stato riconosciuto che i somministrati sono parte dell’azienda. Ora però servono fatti concreti”.

Vicenda AST, cosa è successo e come si sta evolvendo la situazione

L’AST è in queste settimane al centro di una grande burrasca; l’azienda ha infatti disposto negli scorsi giorni dei tagli di personale e proroghe. Sancito come ultimo giorno di lavoro per 157 lavoratori lo scorso 20 marzo, giorno di scadenza dei contratti. Il presidente Luigi Genovese e i consiglieri spiegano che la decisione è stata presa a seguito di una rivalutazione del fabbisogno aziendale.

Di questi 157, secondo quanto comunicato, 122 lavoratori beneficeranno di una proroga di circa due mesi e mezzo, con scadenza fissata al 9 giugno. Invece per 35 impiegati cesserà immediatamente il rapporto di lavoro.

La protesta a Palermo

I lavoratori dell’AST decisi a far valere i propri diritti hanno deciso di organizzare una manifestazione sotto Palazzo dei Normanni giorno 24 marzo. Circa una quarantina di dipendenti hanno protestato portando con loro una bara che simboleggia la morte dell’AST.

I lavoratori hanno richiesto l’intervento del presidente della Regione Renato Schifani come ultimo baluardo di speranza.

La partita resta aperta, sperando in una soluzione rapida e duratura.