RAGUSA – Il fermo della nave Sea Eye 5 – bloccata a Pozzallo per 20 giorni a partire dallo scorso 16 giugno – risulta illegtitimo: lo ha stabilito il Tribunale civile di Ragusa, accogliendo il ricorso presentato dalla Ong tedesca e, dunque, annullando il provvedimento emesso lo scorso 19 giugno dalla Prefettura iblea, il verbale e la multa contestati.
Per il Ministero dell’Interno è scattata la condanna al pagamento delle spese di lite, per 2.518 euro complessivi.
La sentenza, emessa dal giudice Rosanna Scollo, è confermata dall’avvocato Marco Comitini. Quest’ultimo, con i legali Ulrich Robert Stege e Dario Belluccio, hanno costituito il collegio di difesa della Ong e del comandante spagnolo della nave.
Al centro del provvedimento il salvataggio in mare libico di un gommone con 65 persone a bordo, alcuni dei quali feriti. La nave della Sea Eye 5 ottiene come porto sicuro Taranto, ma il comandante Josep Lucchetti Lorente ritenendo grave la situazione decide che non può arrivare in Puglia e che non ha le competenze per decidere chi dei migranti soccorsi può sopportare il lungo viaggio.
Così la Sea Eye 5 ottiene l’autorizzazione a sbarcare a Pozzallo, dove la nave sarà sottoposta a fermo da parte della Prefettura di Ragusa.
Per Tribunale civile, tuttavia, la condotta della nave “risulta conforme alla normativa vigente, non essendosi arbitrariamente rifiutata di fornire informazioni o di osservare indicazioni, bensì essendosi essa limitata a rappresentare la situazione concreta”. Motivo per cui il Tribunale ha ritenuto “ravvisabili delle ragioni sufficienti per l’accoglimento della proposta opposizione” e “annulla il provvedimento di fermo emesso dalla prefettura di Ragusa” e anche “il verbale e ogni altro atto eventualmente conseguente”.
Il giudice, infine, “condanna il Ministero dell’Interno – Ufficio del Governo Prefettura di Ragusa al pagamento delle spese di lite, in favore della parte opponente” che liquida in complessivi 2.518 euro.
Fonte foto united4rescue.org