Il provvedimento riguarda beni riconducibili direttamente o indirettamente a un soggetto ritenuto "socialmente pericoloso" e ai suoi familiari. Il patrimonio è distribuito tra Marsala, Salemi e Santa Ninfa. Il decreto non è definitivo
Un patrimonio del valore di oltre 3 milioni di euro, composto da immobili, terreni, aziende, partecipazioni societarie, mezzi e altre disponibilità, è stato confiscato dalla Guardia di Finanza di Trapani in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Sezione Penale e Misure di Prevenzione del Tribunale.
La misura riguarda beni ritenuti riconducibili, direttamente o indirettamente, a un soggetto considerato “socialmente pericoloso” e ai suoi familiari.
Il patrimonio era già stato sottoposto a sequestro dai finanzieri tra marzo e dicembre 2025, sulla base di un provvedimento disposto dal Tribunale su proposta della Procura della Repubblica di Marsala, nell’ambito delle misure previste dal Codice Antimafia.
Alla base del procedimento ci sono le investigazioni economico-patrimoniali condotte dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Trapani.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nei confronti del soggetto proposto sarebbe stata riscontrata sia una pericolosità sociale generica, in quanto indiziato di vivere abitualmente con i proventi di attività delittuose, sia una pericolosità sociale qualificata, poiché indiziato della commissione di diversi episodi di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche nell’ambito della Politica Agricola Comune (Pac).
Gli accertamenti patrimoniali avrebbero inoltre evidenziato, negli anni presi in esame, una rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati al fisco dal soggetto e dai suoi familiari e il patrimonio effettivamente disponibile.
Una differenza che, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe indicativa dell’accumulo di ricchezze attraverso i proventi delle attività illecite contestate.
La confisca, disposta dal collegio giudicante al termine del dibattimento, interessa beni situati nei territori di Marsala, Salemi e Santa Ninfa.
Nel patrimonio rientrano 24 beni immobili, tra appartamenti, terreni e fabbricati, oltre a imprese commerciali e relativi complessi aziendali, quote societarie, contenitori destinati alla fermentazione e allo stoccaggio del vino, macchine agricole, automezzi e polizze di pegno.
Il valore complessivo dei beni interessati dal provvedimento supera i 3 milioni di euro.
La misura di prevenzione patrimoniale è stata disposta ai sensi del decreto legislativo 159 del 2011, il cosiddetto Codice Antimafia.
Il decreto di confisca non è ancora definitivo. I destinatari del provvedimento potranno infatti avvalersi dei mezzi di impugnazione previsti dalla legge.