Cerca nel sito

20.07.2019

Furti in abitazioni, la fuga alla vista dei carabinieri e l’auto rubata per scappare: arrestati due 23enni

di Redazione
Furti in abitazioni, la fuga alla vista dei carabinieri e l’auto rubata per scappare: arrestati due 23enni

TRAPANI – Ieri, i carabinieri delle stazioni di Fulgatore e San Vito Lo Capo (Trapani), a conclusione di una articolata attività investigativa, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Francesco Paolo D’amico, trapanese di 23 anni, sottoposto alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno e Andrea Caltagirone, trapanese 23enne, gravato da precedenti di polizia.

Andrea Caltagirone, 23 anni

I due, negli ultimi mesi, avevano messo a segno diversi furti in abitazione tra i comuni di Fulgatore e San Vito Lo Capo appropriandosi, nel corso delle loro ruberie, di orologi, gioielli in oro, pietre preziose e discrete somme di denaro in contanti.

Oltre a questo, i due giovani ladri, che utilizzavano per i loro spostamenti uno scooter di proprietà di D’Amico, mentre si trovavano a San Vito Lo Capo, si sono visti costretti ad abbandonare il mezzo per darsi alla fuga nelle campagne alla vista di una macchina dei carabinieri che sopraggiungeva durante un servizio di pattuglia. Subito dopo, pensando solo ad allontanarsi il più velocemente possibile, i due hanno rubato un’auto che è stata poi abbandonata in strada una volta giunti a destinazione.

Francesco Paolo D’Amico, 23 anni

A quel punto D’Amico, temendo che tramite il ciclomotore risultasse evidente che aveva non solo violato la misura cui era sottoposto, uscendo fuori dal comune di Trapani, ma che si era messo alla guida con patente sospesa in virtù della citata misura, ha denunciato falsamente il furto del mezzo, compiendo, di fatto, un ulteriore reato.

Grazie alla presenza delle telecamere di video sorveglianza, presenti nei luoghi interessati dai furti, i carabinieri sono stati in grado di estrapolare gli elementi su cui avviare le proprie indagini che, nel giro di poco tempo, hanno dato i risultati sperati permettendo loro di ricostruire i movimenti dei due soggetti e di assicurarli, quindi, alla giustizia.

Dopo le formalità di rito, D’Amico è stato associato al carcere Pietro Cerulli di Trapani, mentre Caltagirone è stato condotto nella propria abitazione in regime di arresti domiciliari con braccialetto elettronico.