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20.04.2020

Dalla leggenda al boom dell’economia, il futuro parla cinese: la lingua vincente lungo la Via della Seta

di Salvatore Rocca
Dalla leggenda al boom dell’economia, il futuro parla cinese: la lingua vincente lungo la Via della Seta

A partire dal 2010 l’Organizzazione delle Nazioni Unite celebra la giornata della lingua cinese delle Nazioni Unite, una ricorrenza che si inserisce nel processo di valorizzazione del multilinguismo, della diversità culturale e, nello specifico, di “un uso uguale” delle sei lingue ufficiali di lavoro all’interno dell’Organizzazione.

La lingua cinese, nei documenti ufficiali delle Nazioni Unite, fa compagnia ad arabo, francese, inglese, spagnolo e russo. La prima giornata è stata celebrata il 12 novembre 2010, ma a partire dal 2011 la data ufficiale è quella del 20 aprile di ogni anno.

Una scelta non casuale, da parte dell’ONU, poiché proprio in questa giornata ha approssimativamente inizio il Guyu. Secondo il calendario cinese, il Guyu rappresenta quel periodo dell’anno in cui la figura di Cangjie, ministro del leggendario Imperatore Giallo, avrebbe inventato i caratteri cinesi.

Grazie al ruolo centrale della Cina sotto il punto di vista geografico e demografico, la lingua cinese è la più parlata in Asia con oltre 1 miliardo di persone. A livello mondiale, essa è utilizzata da almeno un quinto della popolazione del pianeta, risultando la lingua più parlata al mondo.

Secondo i dati Istat aggiornati al 1° gennaio 2020, i cittadini cinesi regolarmente presenti sul territorio italiano si attestano a 299.823, unità, perfettamente bilanciate tra individui di sesso maschile e femminile. Per quanto riguarda la Sicilia, i cittadini cinesi sono 7406, in rappresentanza del 2,47% della popolazione cinese presente in totale nel nostro Paese.

La diffusione della lingua cinese nel mondo ci offre un prospetto importante circa la sua utilità e le diverse opportunità connesse al momento del lavoro e dell’economia, rafforzate dal rinnovato ruolo primario assunto dalla Cina all’interno della nuova Via della Seta, il progetto che intende sviluppare i collegamenti commerciali della Nazione entro i prossimi decenni.

Conclusioni suffragate anche dal trend di crescita, mantenuto nel corso degli ultimi anni, che ha proiettato la Cina al secondo posto tra le potenze economiche mondiali, riuscendo a scalzare il Giappone che deteneva la posizione ininterrottamente dal 1968.

L’apprendimento della lingua cinese rappresenta oggi un’esigenza impossibile da ignorare, in virtù dell’importanza già consolidata a livello globale. Principali attori di questo processo non possono che essere i giovani, i quali già da tempo guardano all’Oriente come nuova meta di crescita personale, culturale e professionale e che possono prendere possesso della “lingua del futuro” attraverso corsi scolastici e universitari già presenti sul nostro territorio.

Fonte immagine: optilingo.com