SIRACUSA – Nel corso del pomeriggio di ieri, i carabinieri di Siracusa, dopo una serrata e intensa attività investigativa, hanno fermato la latitanza degli ultimi 4 ricercati dell’operazione “Bronx”.
Sono stati arrestati, infatti:
(In foto, da sinistra: Francesco Capodieci, Giancarlo De Benedictis, Francesco Di Falco, Salvatore Aimone)

I quattro esponenti di spicco del gruppo criminale del “Bronx” si nascondevano con la complicità di R.A., 71enne siracusano incensurato e arrestato per favoreggiamento, proprietario di un casolare di campagna in zona Canicattini Bagni.
I quattro latitanti si erano resi irreperibili dal 20 febbraio scorso, momento in cui era stata eseguita l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei 18 componenti del gruppo criminale del “Bronx”. Le indagini avevano messo in luce la commissione, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al commercio, trasporto, detenzione, cessione e offerta di sostanze stupefacenti, fra il gennaio 2015 e il novembre del 2016 nelle zone di Siracusa, Napoli e Catania.
Gli arrestati, infatti, si associavano fra loro allo scopo di commettere più delitti di distribuzione, commercio, trasporto, detenzione, cessione, offerta e vendita di cocaina, hashish e marijuana, organizzandosi con ripartizione dei ruoli da svolgere e così partecipando a un’associazione operante, senza soluzione di continuità, durante tutto il periodo delle indagini.
Delineato con chiarezza il ruolo svolto da ogni singolo affiliato in seno all’organizzazione: al vertice della stessa Francesco Capodieci, detto “Cesco”, a cui tutti gli altri associati facevano capo. Capodieci era stato osservato mentre giornalmente si recava “sul posto di lavoro”, in via Marco Costanzo di Siracusa, per coordinare e controllare l’attività di spaccio di droga praticata dai suoi affiliati.

Suoi stretti collaboratori erano Di Falco, Aimone e De Benedictis, che tenevano i contatti con i fornitori di droga e dirigevano l’operato degli affiliati. L’abitazione di Di Falco, in particolare, era utilizzata dagli arrestati come base operativa dove poter tagliare e confezionare in singole dosi le consistenti partite di droga che poi venivano distribuite agli altri affiliati del gruppo criminale.
La forte e incessante pressione dei militari dell’Arma sulla piazza di spaccio ancora attiva del “Bronx”, che ha portato a ulteriori 5 arresti, ha consentito di bloccare definitivamente il traffico nella zona di via Marco Costanzo e di assicurare alla giustizia gli ultimi 4 ricercati.
I malviventi, dopo aver espletato le formalità di rito, sono stati condotti al carcere Cavadonna, mentre il fiancheggiatore, proprietario del casolare, è stato sottoposto ai arresti domiciliari.