Cerca nel sito

27.11.2019

Morte Licia Gioia, una foto dei R.I.S. smonta l’ipotesi del suicidio del maresciallo: marito a processo

di Redazione
Morte Licia Gioia, una foto dei R.I.S. smonta l’ipotesi del suicidio del maresciallo: marito a processo

SIRACUSA – A distanza di quasi 3 anni, continua a essere avvolta nel mistero la morte di Licia Gioia, il maresciallo dei carabinieri in servizio a Siracusa che la notte tra il 27 e il 28 febbraio 2017 per motivi ancora da accertare, si sarebbe tolta la vita sparandosi un colpo alla tempia con la sua pistola d’ordinanza.

In base agli accertamenti eseguiti in questo lasso di tempo, non si tratterebbe però di suicidio. Il marito Francesco Ferrari, 46 anni, collega della moglie in quanto agente della Questura di Siracusa, si troverebbe infatti sotto processo per omicidio.

Secondo la Procura di Siracusa e la famiglia Gioia, l’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una lite tra Licia e il marito che, invece, nega ogni accusa. Nella versione dell’agente di polizia, la moglie, in preda a una crisi nervosa, si sarebbe sparata alla testa con la sua pistola di ordinanza nonostante i suoi tentativi di fermarla. Agli inquirenti, lo stesso marito avrebbe indicato tra le ragioni del malessere della vittima la gelosia, i problemi in ufficio con dei suoi colleghi e poi la circostanza di non aver avuto ancora un figlio.

Una foto scattata dai R.I.S. di Messina durante il primo sopralluogo e da sempre presente agli atti, ha però permesso all’accusa di aprire il caso che sarebbe in contrasto con la tesi suicidaria: le piccole e numerose macchioline di sangue presenti sul polso della donna escluderebbero infatti che fosse lei ad impugnare l’arma.

Inoltre, i periti del pubblico ministero hanno anche sostenuto – sulla base di analisi matematiche e di traiettoria – che il primo colpo potrebbe essere stato quello alla gamba e il secondo alla testa. Una sequenza difforme rispetto alla ultima ricostruzione fornita dall’imputato.

Sulla scorta dei nuovi elementi, il giudice per le udienze preliminari ha rinviato l’udienza al 13 gennaio 2020.