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20.10.2026

Market della cocaina attivo 24 ore su 24, vedette e pusher pagati ogni settimana: tre arresti a Siracusa

di Redazione | 2 min di lettura

I tre sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti

Market della cocaina attivo 24 ore su 24, vedette e pusher pagati ogni settimana: tre arresti a Siracusa
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Una piazza di spaccio che, secondo gli investigatori, sarebbe rimasta operativa 24 ore su 24, con centinaia di cessioni di droga, soprattutto cocaina, vedette appostate nei pressi dello stabile e compensi settimanali fino a 700 euro. È il quadro emerso da un’indagine della Polizia di Stato che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre siracusani.

I tre sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Uno degli indagati si trovava già agli arresti domiciliari, mentre gli altri due erano detenuti per altra causa.

L’indagine partita nel 2021

L’inchiesta, coordinata dalla Procura distrettuale della Repubblica di Catania e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Siracusa, ha preso il via nel giugno del 2021.

Attraverso attività investigative tradizionali e tecniche, gli investigatori avrebbero ricostruito l’esistenza di un’organizzazione stabile, caratterizzata da una precisa suddivisione dei compiti.

Uno degli indagati è indicato, a livello di gravità indiziaria, come promotore e organizzatore del gruppo, mentre agli altri sarebbero stati assegnati ruoli specifici per garantire il funzionamento dell’attività illecita.

La “casa dello spaccio” nella zona alta

Il centro dell’attività sarebbe stato individuato all’interno di una palazzina nella zona alta di Siracusa, trasformata, secondo la ricostruzione investigativa, in un vero e proprio “market della droga”.

La piazza di spaccio sarebbe stata attiva giorno e notte, con centinaia di cessioni di stupefacenti e una prevalenza di cocaina.

Nei pressi della casa sarebbero state impiegate anche apposite vedette, incaricate di sorvegliare l’area per diverse ore. Queste si sarebbero spostate continuamente tra il banchetto utilizzato dai pusher per effettuare le cessioni e il terrazzo dello stabile.

Droga e incassi custoditi negli altri piani

L’organizzazione dell’edificio, secondo gli investigatori, non si sarebbe limitata al punto destinato alla vendita.

Gli altri piani della palazzina sarebbero stati utilizzati per custodire e stoccare le scorte di stupefacenti, conservare i proventi dello spaccio e confezionare le dosi da destinare successivamente alla vendita.

Un sistema strutturato che avrebbe generato rilevanti introiti economici, utilizzati sia per il sostentamento degli indagati sia per mantenere operativa la stessa organizzazione.

Fino a 700 euro a settimana per i pusher

Le indagini avrebbero permesso di ricostruire anche il sistema dei compensi.

Secondo l’accusa, il promotore avrebbe corrisposto ai componenti del gruppo somme comprese tra 250 e 700 euro alla settimana, variabili in base alla mansione svolta.

Le vedette, in particolare, avrebbero percepito circa la metà del compenso settimanale riconosciuto ai pusher.

Al termine delle procedure previste, le misure cautelari sono state eseguite nei confronti dei tre indagati, con la custodia in carcere.

Le contestazioni si trovano nella fase cautelare e dovranno essere verificate nel corso del procedimento. Per gli indagati resta ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva di condanna.

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