Tra gli obiettivi dell'iniziativa vi sono promuovere la cultura del rispetto e prevenire la violenza di genere attraverso iniziative di informazione e sensibilizzazione
Annunciata l’iniziativa, promossa dal dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche sociali, che mira a sostenere i progetti che intervengono sulle cause culturali della violenza, andando così a favorire l’educazione al rispetto nelle relazioni.
Toccati, inoltre, anche gli argomenti legati alla promozione delle pari opportunità e il coinvolgimento delle comunità locali, prestando particolare attenzione alle scuole e alle famiglie.
L’avviso poi, con l’obiettivo di coordinare e rendere efficaci gli interventi di prevenzione e protezione, punta ad incentivare la costituzione, ed il potenziamento, di reti territoriali tra istituzioni e soggetti pubblici e privati. Ad esprimersi sulla questione è l’assessore Nuccia Albano:
“La prevenzione è fondamentale per contrastare la violenza di genere e richiede un impegno condiviso che coinvolga istituzioni, scuole, famiglie e realtà del territorio. Dobbiamo lavorare per diffondere una cultura fondata sul rispetto, sulla parità e sul riconoscimento della libertà di ogni donna, intervenendo sugli stereotipi e sui modelli culturali che alimentano la violenza.
Vogliamo inoltre rafforzare la collaborazione tra i soggetti che ogni giorno operano sul territorio, dai servizi sociali e sanitari ai centri antiviolenza e alle case rifugio, fino alle forze dell’ordine e agli istituti scolastici. Una rete efficace permette di intercettare tempestivamente le situazioni di rischio e di offrire alle donne e ai loro figli percorsi di tutela e sostegno più integrati, favorendo anche il raggiungimento di una piena autonomia”.
Ad oggi i fondi disponibili ammontano a 258.350 euro, con ciascun distretto socio-sanitario che potrà presentare una sola istanza di contributo dal valore massimo di 25mila euro. I progetti, poi, potranno essere realizzati in collaborazione con comuni, istituti scolastici, aziende sanitarie provinciali e ospedaliere, centri antiviolenza, case rifugio, forze dell’ordine, autorità giudiziaria, prefetture ed enti del Terzo settore iscritti al Registro unico nazionale (RUNTS).