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30.10.2026

Calendario venatorio in Sicilia: il Tar approva il ricorso degli ambientalisti e ne annulla la validità

di Redazione | 1 min di lettura

Ad esprimersi i legali Luca D'Agostino, Aurora Rosaria Loprete e Mariachiara Giovinazzo, che hanno dichiarato: "Pretendere di regolamentare la caccia sulla base di un piano faunistico fermo al 2013 costituiva un grave vizio di istruttoria"

Calendario venatorio in Sicilia: il Tar approva il ricorso degli ambientalisti e ne annulla la validità
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La terza sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha approvato in via definitiva il ricorso, promosso dalla Federazione Nazionale Pro Natura Aps e Leal Lega Antivivisezionista ETS, relativo al provvedimento riguardante il calendario venatorio, adesso annullato.

La disputa sul calendario venatorio in Sicilia

Il dibattito era nato dal giudizio, espresso dai giudici, secondo cui l’adozione del calendario venatorio in mancanza di un piano faunistico regionale aggiornato risultava essere illegittima. Risale, infatti, al quinquennio 2013-2018 l’ultimo strumento di pianificazione senza che, di fronte all’obbligo di revisione previsto ogni cinque anni, si fosse mai proceduto con una rivalutazione.

L’odierno annullamento comporta, quindi, l’impossibilità immediata di effettuare l’attività venatoria all’interno del territorio siciliano. In data odierna, inoltre, è stato anche condannato l’assessorato regionale all’agricoltura, ora costretto a pagare le spese processuali.

“Tutela ambientale e della biodiversità”

Ad esprimersi sulla questione sono anche gli avvocati delle associazioni ambientaliste ed animaliste, Luca D’Agostino, Aurora Rosaria Loprete e Mariachiara Giovinazzo, che hanno dichiarato: “La sentenza del TAR Sicilia ripristina con forza la legalità e la preminenza della tutela ambientale e della biodiversità rispetto all’attività venatoria, in perfetta aderenza ai principi dell’articolo 9 della nostra Costituzione”.

“I giudici hanno chiarito in modo inequivocabile che non si può prescindere da una seria e aggiornata pianificazione faunistica scientifica. Pretendere di regolamentare la caccia sulla base di un piano faunistico fermo al 2013, obsoleto da oltre un decennio, costituiva un grave vizio di istruttoria e una lesione del principio di precauzione“.

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