SICILIA – Nel corso di una vasta operazione lungo le coste siciliane, la Guardia Costiera ha effettuato 239 ispezioni tra Cefalù e Gela, ma anche nelle isole di Ustica, Pelagie, Pantelleria ed Egadi, nei principali punti di sbarco del pescato.
I controlli, rivolti in particolare a trasportatori e venditori ambulanti abusivi, hanno portato al sequestro di 160 esemplari di tonno rosso, privi di qualsiasi documentazione attestante la provenienza.
Complessivamente, il pescato sequestrato pesa 25 tonnellate. Sono state inoltre elevate 60 sanzioni amministrative, per un totale di 80mila euro.
Il tonno rosso – noto anche come tonno pinna blu – è una specie migratoria che attraversa in questo periodo i mari siciliani. Si tratta di una risorsa ittica protetta, soggetta a una normativa europea molto rigida che disciplina gestione, conservazione e controllo delle attività di pesca.
La cattura è possibile solo nei limiti delle “quote” assegnate a ciascun paese e sotto il controllo della Commissione internazionale per la conservazione dei tunnidi dell’Atlantico (ICCAT).
I controlli sono stati coordinati dalla Direzione marittima di Palermo, con l’intervento del 12° Centro di controllo area pesca, e hanno fatto emergere diffuse irregolarità, in particolare per quanto riguarda la mancanza di certificazioni di tracciabilità del tonno rosso, un elemento essenziale per tutelare i consumatori e garantire la legalità dell’intera filiera ittica.
Per contrastare le frodi e garantire maggiore trasparenza, il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha introdotto per la campagna 2024 una novità importante: ogni esemplare di tonno rosso catturato legalmente deve riportare un sigillo di garanzia numerato.
Si tratta di uno strumento pensato per valorizzare il lavoro degli operatori onesti e rafforzare la fiducia dei consumatori, scoraggiando allo stesso tempo il commercio illegale di specie ittiche protette.