Le parole di Salvatore Bella, coordinatore del Comitato Trasporti Siciliani
“I nostri camion resteranno nei nostri piazzali aziendali ad oltranza, non intendiamo bloccare le strade e creare ulteriori disagi ai cittadini, ma questo comporterà il blocco delle materie prime, soprattutto nella grande distribuzione. I problemi principali sono due: il caro gasolio e il costo delle navi. Il prezzo del carburante a 2,30 euro per noi è insostenibile, ogni pieno per i nostri camion ci costa circa mille euro in più, con le navi e il costo del biglietto sono invece 700 euro in più“.
Ad averlo detto, Salvatore Bella, coordinatore del Comitato Trasporti Siciliani davanti al molo Santa Lucia di Palermo dove gli autotrasportatori dell’isola, organizzati dal Comitato che raggruppa circa 7 mila imprese iscritte all’albo di categoria in Sicilia, stanno manifestando nell’ambito dello sciopero dell’autotrasporto da oggi al 22 ottobre.
“La situazione è drammatica. Non riusciamo a capire – afferma Bellia – come mai il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, dopo un mese di stato d’agitazione e due richieste di convocazione ancora deve riceverci. Anzi, c’è di peggio: ha convocato le associazioni nazionali che non hanno aderito al fermo, noi siamo un’organizzazione autonoma, ci siamo distaccati da queste associazioni proprio perché queste sigle non hanno rappresentato le nostre istanze.
Chiediamo pertanto di essere ricevuti dal ministero. Ci era stato promesso, ad aprile, che ci sarebbero stati interventi da parte del ministero sul creduto di imposta, con uno stanziamento di 400 milioni di euro, ma ad oggi nelle tasche degli autotrasportatori non è giunto un centesimo. Ci avevano promesso di rimpinguare il mare bonus ma niente”.
Fonte foto: AnsaSicilia