Coronavirus in Sicilia, Musumeci spiega il nuovo Ddl: “Andiamo verso chiusura totale, parlare di apertura è azzardato”

Coronavirus in Sicilia, Musumeci spiega il nuovo Ddl: “Andiamo verso chiusura totale, parlare di apertura è azzardato”

SICILIA – Il nuovo disegno di legge approvato la notte scorsa in Sicilia, in merito all’emergenza sanitaria da Coronavirus, ha creato non pochi dubbi e perplessità riguardo alla figura del presidente Nello Musumeci: prima l’intenzione di “aiutare” i siciliani impegnandosi a posticipare la chiusura di bar e ristoranti tra le 22 e le 23, e alcune ore dopo, all’approvazione dei 4 articoli, il NO a tutto quanto detto prima.


Ma come stanno realmente le cose? E perché il Governatore siciliano ha deciso quasi di far retromarcia?“. Ne ha parlato in esclusiva ieri su Sky Tg24, in una intervista in cui spiega nel dettaglio le sue intenzioni ma che lascia un retrogusto amaro per quanto riguarda la conferma che un nuovo lockdown sia davvero vicino.

Io mi sto solo dotando, se il parlamento siciliano lo consentirà, di una prerogativa che esiste già nella provincia autonoma di Bolzano, e allora se esiste lì non si capisce perché non debba esistere nella regione autonoma siciliana, visto che si tratta di una facoltà riconosciuta al rappresentante dell’Ente, quindi in questo caso al Presidente della Regione, di poter adottare – come è stato finora – misure restrittive rispetto a quelle indicate dal Governo Centrale e qualora le condizioni epidemiologiche dovessero consentirlo, misure anche estensive.


Vuol dire che siccome ogni Regione è diversa dall’altra – e in termini di contagio e in termini di abitudini, di vita sociale, di struttura economica – se in Sicilia si dovessero ravvisare le condizioni per anticipare la ripresa di qualche settimana rispetto alle condizioni peggiori di una Regione del Nord per una serie di condizioni, io non capisco perché il Governatore della Sicilia non debba attuare misure di riapertura graduale“. Spiega il Presidente Musumeci.

Ma questo è il momento per anticipare tutto ciò?

Il Governatore siciliano tuona diretto, e senza giri di parole, forte della sua schiettezza che in fondo lo contraddistingue da sempre, dichiara: “Sappiamo benissimo che andiamo verso la chiusura totale, è inutile essere ipocriti, è inutile far finta di non capirlo. Tutti vorremmo scongiurarla questa ipotesi ma tutti sappiamo che appare sempre più ineluttabile. In questo momento parlare di riapertura mi sembra azzardato anche se, non finisco mai di dire, il 23 di ottobre la chiusura dei ristoranti e di alcune attività alle 18 mi è sembrata davvero un non senso soprattutto in una Regione come la Sicilia dove non si va a cenare prima delle 21 e questo non determina un pendolarismo o un assembramento che sono i veri complici del Covid.

Sembra veramente un colpo generalizzato che ha massacrato ulteriormente alcune categorie di lavoro. Le stesse categorie sono venute a trovarmi e mi hanno detto: ‘Presidente fuori c’è il deserto, perché con questo bombardamento – ma è un bombardamento secondo me giustificato – noi non possiamo lavorare, né a pranzo né a cena, allora aspettiamo tempi migliori. I tempi migliori per i nostri commercianti sono quelli natalizi, ma davvero io vorrei augurarmi che una eventuale chiusura, un lockdwon nelle prossime settimane possa consentire una riapertura a Natale, mi sembra molto difficile ma ho il dovere di sperarlo“.

Resta invece confermata l’ordinanza che prevedeva la chiusura per i centri commerciali alle 14 la domenica.

 

Di seguito l’intera intervista a Sky TG24: