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26.10.2026

Rapporto Ecosistema urbano, città siciliane messe male: Enna la migliore, Palermo e Catania le peggiori

di Redazione | 5 min di lettura

Il podio se lo prendono Mantova, Trento e Bolzano

Rapporto Ecosistema urbano, città siciliane messe male: Enna la migliore, Palermo e Catania le peggiori

Il consueto rapporto Ecosistema urbano 2026 pubblicato da Legambiente mostra anche quest’anno, i dati riguardanti la qualità di vita nelle città italiane più importanti. Nell’annuale classifica delle 106 grandi città italiane il podio se lo prendono Mantova, Trento e Bolzano. Gli ultimi tre posti vanno a Palermo, Reggio Calabria e Napoli, ultima. Catania è quartultima. 

Enna (55ª posizione generale, punteggio 55,01%)

Enna è il capoluogo siciliano meglio classificato, collocandosi a ridosso della media nazionale. La città fonda il proprio primato regionale sulla salubrità dell’aria (qualità “Ottima“, primato condiviso solo con Imperia e Aosta), sulla raccolta differenziata (70,2%, valore più alto dell’isola), sulla contenuta produzione di rifiuti (425 kg/ab/anno) e su perdite idriche del 27,1%, al di sotto della media italiana. I consumi idrici domestici sono i più bassi della regione (83 litri/ab/giorno), sebbene il dato risente di turnazioni ed erogazioni discontinue. Gli aspetti negativi risiedono nel voto minimo sull’efficienza del suolo, nell’alto tasso di motorizzazione (74 auto/100 ab), nella modesta fruizione del trasporto pubblico (13 viaggi/ab/anno) e nella mancata comunicazione dei dati sugli alberi pubblici e sulla depurazione COD.

Ragusa (69ª posizione generale, punteggio 50,79%)

Ragusa presidia una posizione intermedia, perdendo però11 posizioni rispetto all’anno scorso, distinguendosi per l’efficacia della raccolta differenziata (67,5%), per la produzione controllata di rifiuti (481 kg/ab/anno) e per una cospicua dotazione di solare su edifici pubblici (16,87 kW/1.000 ab, favorita dal regolamento comunale redatto nel 2022 insieme alla Soprintendenza per quanto riguarda Ragusa Ibla). Le criticità primarie sarebbero costituite dalla rete idrica colabrodo (60,8% di dispersione), dalla scarsa fruizione del trasporto pubblico (appena 4 viaggi/ab/anno, tra i minimi nazionali), da un tasso di motorizzazione elevato (76 auto/100 ab), e da una rete ciclabile limitata (4,3 metri equivalenti/100 ab).

Siracusa (87ª posizione generale, punteggio 45,47%)

Siracusa si segnala per l’eccellenza nelle energie rinnovabili pubbliche (21,16 kW/1.000 ab, tra i vertici del Paese) e per la buona estensione di zone a traffico limitato (401,4 mq/100 ab). La qualità dell’aria è considerata soddisfacente. Il punteggio complessivo è tuttavia frenato dal gravissimo dissesto dell’acquedotto urbano, che perde il 65,1% dell’acqua potabile immessa in rete (tra i peggiori dati d’Italia), da un trasporto pubblico locale pressoché assente (7 viaggi/ab/anno per 9 vetture-km di offerta), da una differenziata ferma al 55,1%, da un verde accessibile ristretto a 7,1 mq/ab e da un tasso di 74 auto ogni 100 residenti.

Messina (89ª posizione generale, punteggio 45,19%)

Messina invece viaggia su due binari diversi: da una parte vanta zero superamenti annui dei limiti di ozono (caso d’eccellenza condiviso con pochissimi capoluoghi) e un utilizzo del trasporto pubblico considerevole per il Mezzogiorno (107 viaggi/ab/anno su un’offerta di 32 vetture-km), con un tasso di motorizzazione (68 auto/100 ab) inferiore alla media italiana. Dall’altra parte, a pesare sulla qualità della vita, le forti perdite della rete idrica (48,4%), una raccolta differenziata ancora inadeguata (61,4%), una ciclabilità marginale (1,4 metri equivalenti/100 ab) e, soprattutto, una carenza allarmante di verde urbano accessibile (appena 5,0 mq/ab, tra le peggiori d’Italia) e di alberi in aree pubbliche (6 alberi ogni 100 abitanti).

Trapani (91ª posizione generale, punteggio 43,16%)

Trapani vanta una solida percentuale di raccolta differenziata (66,6%), una produzione contenuta di rifiuti (475 kg/ab/anno) e valori favorevoli per il biossido di azoto e l’ozono (1 giorno di superamento). La performance finale è tuttavia gravemente compromessa dall’assenza di dati fondamentali: mancano all’appello le rilevazioni sulle dispersioni idriche, sui consumi domestici di acqua, sulla depurazione, sulle isole pedonali, sulle ZTL e sugli impianti fotovoltaici pubblici. A queste lacune si aggiungono un trasporto pubblico residuale (9 viaggi/ab/anno), una ciclabilità irrilevante (1,5 metri equivalenti/100 ab) e una scarsa dotazione di verde accessibile (7,2 mq/ab).

Caltanissetta (92ª posizione generale, punteggio 42,48%)

Caltanissetta presenta una dotazione ciclabile superiore alla media nazionale (12,6 metri equivalenti ogni 100 abitanti), consumi idrici contenuti (103 litri/ab/giorno) e una raccolta differenziata al 61,2%. Sul versante opposto si collocano le gravi carenze del trasporto pubblico locale (7 viaggi pro capite annui e appena 6 vetture-km/ab), la scarsità estrema di alberi in aree pubbliche (3 alberi ogni 100 abitanti, terzultima in Italia), un verde accessibile limitato a 9,2 mq/ab, dispersioni idriche al 35,5% e un forte incremento pro capite di suolo consumato (+18,3 mq/ab).

Agrigento (93ª posizione generale, punteggio 41,74%)

Agrigento registra una buona qualità dell’aria, una raccolta differenziata al 66% e una disponibilità soddisfacente di verde urbano accessibile (27,3 mq/ab). Il quadro generale è però compromesso da un tasso di motorizzazione critico (80 auto/100 ab), una rete ciclabile praticamente inesistente (0,8 metri equivalenti/100 ab, fondo della graduatoria), pochissimi alberi pubblici (5 alberi/100 ab), solare pubblico trascurabile (0,23 kW/1.000 ab) e dalla mancata comunicazione dei dati essenziali su perdite idriche, consumi d’acqua e depurazione COD, che comportano pesanti malus nel punteggio.

Catania (103ª posizione generale, punteggio 37,45%)

Catania mostra criticità ambientali complesse su quasi tutti i fronti: è la città con il più alto tasso di motorizzazione d’Italia tra le grandi realtà urbane (82 auto ogni 100 residenti), registra concentrazioni critiche di biossido di azoto (30 µg/mc, tra le cinque peggiori d’Italia), un trasporto pubblico al collasso (50 viaggi pro capite annui), una raccolta differenziata ferma al 34,0% (terzultima in Italia, al di sotto persino del target di legge del 2006), perdite idriche al 47,2% e appena 6,9 mq/ab di verde accessibile. Alcuni dati più rassicuranti riguardano l’efficienza della depurazione con un ottimo valore di COD in uscita (12,58 mg/l), un solo giorno di superamento dell’ozono e una dotazione di alberi pubblici superiore alla media regionale (25 alberi/100 ab).

Palermo (104ª posizione generale, punteggio 36,74%)

Palermo occupa la terzultima posizione assoluta della graduatoria nazionale, scendendo di tre posti rispetto all’edizione 2025 (in cui era 101ª). La metropoli è gravata dall’ultimo posto nazionale nella raccolta differenziata (24,1%), a fronte di una produzione di rifiuti in crescita a 586 kg annui per abitante, da perdite idriche pari al 42,7%, da ZTL quasi inesistenti (0,5 mq/100 ab), da una ciclabilità ferma a 3,5 metri equivalenti/100 ab e da una potenza rinnovabile pubblica minima (0,45 kW/1.000 ab). Tra le poche note positive si segnalano l’assenza quasi totale di superamenti dei limiti di ozono (1 solo giorno), i consumi idrici domestici a 102 litri/ab/giorno, una soddisfacente estensione delle aree pedonali (62,5 mq/100 ab) e un lieve incremento dei passeggeri del trasporto pubblico locale (da 59 a 67 viaggi/ab/anno), che tuttavia non basta a riscattare la città dal penultimo posto tra le grandi realtà urbane del Paese.

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