Chinnici: " La scuola italiana e siciliana non ha bisogno di quote, ma di investimenti veri"
Il tetto del 30% agli alunni stranieri nelle classi finisce al centro del confronto europeo. La vicepresidente della Commissione Ue, Roxana Mînzatu, rispondendo a un’interrogazione del Partito Democratico al Parlamento europeo, ha richiamato il divieto di discriminazione in base alla nazionalità previsto dall’articolo 18 del Trattato Ue.
La risposta è stata rilanciata dall’eurodeputato Nicola Zingaretti e dalla deputata regionale siciliana del PD Valentina Chinnici, che chiede al governo Meloni di ritirare il provvedimento.
“Il diritto europeo vieta ogni discriminazione, diretta o indiretta, basata sulla nazionalità. Mettere un bambino in una classe piuttosto che in un’altra non ha nulla a che vedere con la sicurezza: rischia soltanto di alimentare divisioni sociali“, dichiara Chinnici.
La Commissione precisa di seguire attentamente gli sviluppi, ma al momento non ha avviato azioni nei confronti dell’Italia. La risposta richiama quindi i principi europei, senza rappresentare una pronuncia definitiva sull’illegittimità del decreto.
Chinnici pone l’accento anche sulle necessità delle scuole siciliane: “Servono più mediatori culturali, edifici sicuri, mense, tempo pieno, classi meno affollate e interventi contro la dispersione scolastica“. La deputata ricorda la norma regionale sui mediatori culturali, proposta dal PD e approvata dall’Ars.
“La scuola non ha bisogno di quote, ma di investimenti veri“, conclude Chinnici.