Il presidente della Regione Siciliana sollecita misure per contenere il deficit della sanità, previsto a 650 milioni nel 2026.
Una stretta sui conti della sanità siciliana. È quanto chiede il presidente della Regione, Renato Schifani, attraverso una direttiva indirizzata all’assessore alla Salute e al dirigente generale del dipartimento della Pianificazione strategica.
Il governatore sollecita l’adozione di tutte le misure necessarie a ridurre il disavanzo, compreso l’avvio delle procedure di decadenza dei direttori generali che non raggiungono l’equilibrio economico di bilancio, come previsto dalla legge. Chiesto anche un riscontro immediato sulle attività avviate.
La direttiva prende le mosse dalle stime contenute nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale 2027-2029, approvata dalla giunta il 3 novembre.
I dati delle aziende sanitarie aggiornati al 30 giugno indicano, per il 2026, un disavanzo previsto di circa 650 milioni di euro. Secondo il dipartimento della Pianificazione strategica, gli interventi di contenimento già richiesti potrebbero ridurre il deficit a circa 400 milioni.
Schifani ha quindi sollecitato il raggiungimento di questo obiettivo, chiedendo di lavorare anche a un’ulteriore riduzione dello squilibrio economico.
“Chi guida un’azienda sanitaria deve garantire cure ai cittadini e gestire con rigore le risorse pubbliche – dichiara Schifani –. Gli obiettivi assegnati sono impegni precisi e ciascun manager sarà chiamato a rispondere del proprio operato. Il mio governo ha portato avanti un percorso di risanamento che deve trovare piena applicazione anche nella sanità”.
Il presidente ha ribadito la necessità di collegare la gestione delle risorse al miglioramento dei servizi offerti ai cittadini.
“Ogni euro destinato alla sanità deve contribuire a migliorare l’assistenza – conclude il presidente –. È una responsabilità verso i siciliani, soprattutto verso chi attende una visita, un esame o un ricovero. Servono scelte concrete e risultati verificabili”.