Un’assenza che il Patto per la Sicilia Orientale definisce una scelta precisa e che riaccende il dibattito sulla procedura di cessione della società
La Commissione consiliare speciale SAC convoca il Consiglio di amministrazione della società, ma nessun rappresentante si presenta. Un’assenza che il Patto per la Sicilia Orientale definisce una scelta precisa e che riaccende il dibattito sulla procedura di cessione della società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, il cui valore stimato supera i 500 milioni di euro.
La vicenda si è verificata ieri pomeriggio, a Palazzo degli Elefanti, dove si è svolta la seconda seduta della Commissione consiliare speciale SAC. All’incontro hanno partecipato le organizzazioni sindacali e datoriali convocate, i rappresentanti della stampa e i consiglieri comunali componenti della Commissione. Assente, invece, il CdA di SAC S.p.A.
Un’assenza che, secondo il Patto per la Sicilia Orientale, assume un significato particolare alla luce del ruolo della società e della rilevanza dell’operazione in corso. SAC è partecipata per il 39,36% da soggetti pubblici, tra cui la Camera di Commercio, il Comune di Catania, il Libero Consorzio di Siracusa, IRSAP e il Comune di Comiso. La società gestisce un’infrastruttura strategica in regime di concessione pubblica fino al 2049 ed è attualmente interessata da una procedura di cessione per un valore stimato superiore ai 500 milioni di euro.
Un’operazione che riguarda direttamente il territorio, i lavoratori, le imprese e le prospettive di sviluppo economico dei prossimi anni. La Commissione consiliare speciale, istituita con delibera n. 73 del 13 ottobre 2026, ha proprio il compito di verificare e monitorare la procedura.
Per il Patto per la Sicilia Orientale, la mancata partecipazione all’audizione non sarebbe una semplice dimenticanza organizzativa, ma una scelta precisa. Secondo l’organizzazione, infatti, non sarebbe stato comunicato alcun impedimento, richiesto un rinvio o inviato un rappresentante della società.
Una posizione che, nella lettura del Patto, evidenzierebbe la scarsa considerazione riservata alla Commissione consiliare e alle istanze del Consiglio comunale di Catania. La procedura, gestita da Mediobanca per conto degli azionisti venditori, proseguirebbe infatti senza che le richieste provenienti dall’istituzione cittadina incidano sul suo andamento.
Il Patto sottolinea inoltre che, sebbene il Comune di Catania detenga una partecipazione pari al 2,02% del capitale, la legittimità istituzionale di un organismo di controllo non può essere valutata esclusivamente sulla base delle quote azionarie.
Tra i punti sollevati dal Patto per la Sicilia Orientale c’è anche quello relativo al diritto del Comune di Catania, in qualità di socio, ad accedere alle informazioni rilevanti sulla gestione della società, nel rispetto degli eventuali obblighi di riservatezza commerciale.
L’audizione, secondo quanto riferito dall’organizzazione, non avrebbe avuto l’obiettivo di conoscere le offerte presentate dai concorrenti, ma di ottenere chiarimenti sui criteri di valutazione delle proposte, sul piano degli investimenti e sulle garanzie occupazionali previste.
Informazioni ritenute fondamentali prima della conclusione di un’operazione che potrebbe produrre effetti duraturi sul territorio. Per questo motivo, il Patto considera necessario segnalare formalmente la mancata partecipazione di SAC alla Commissione e alle autorità di controllo competenti.
Nel documento viene affrontata anche la posizione della presidente di Confindustria, Maria Cristina Busi Ferruzzi, che, secondo quanto riportato da fonti giornalistiche, avrebbe espresso perplessità sulla richiesta di sospensione della procedura, ritenendola rischiosa per l’immagine della città in un momento particolarmente delicato.
Una posizione rispetto alla quale il Patto per la Sicilia Orientale esprime una valutazione differente. Secondo l’organizzazione, l’immagine di Catania non verrebbe tutelata accettando una procedura ritenuta poco trasparente, ma chiedendo garanzie formali a chi si prepara ad acquisire un’infrastruttura pubblica strategica.
La richiesta di una sospensione tecnica, limitata al tempo necessario per definire impegni verificabili sul piano occupazionale e territoriale, viene quindi considerata uno strumento per tutelare gli interessi della comunità. Il rischio, evidenzia il Patto, sarebbe quello di arrivare a operazione conclusa senza aver inserito le necessarie garanzie contrattuali.
Alla luce di quanto accaduto, il Patto per la Sicilia Orientale avanza tre richieste formali.
La prima riguarda la Commissione consiliare speciale, alla quale viene chiesto di mettere a verbale l’assenza di SAC, considerandola un fatto rilevante, e di richiedere una spiegazione ufficiale per iscritto, con una risposta entro cinque giorni lavorativi.
La seconda è la convocazione urgente di una seduta straordinaria entro il 12 novembre, con SAC chiamata a fornire chiarimenti sui criteri di valutazione delle offerte e sulle garanzie occupazionali e territoriali.
La terza richiesta riguarda direttamente il Comune di Catania, affinché, in qualità di socio, eserciti formalmente il proprio diritto di accesso alle informazioni sulla procedura, attraverso una comunicazione ufficiale indirizzata al CdA di SAC e alla Camera di Commercio commissariata.
Con il 18 novembre indicato come data di riferimento per il percorso in corso, il Patto per la Sicilia Orientale chiede dunque alle istituzioni cittadine di intervenire e ottenere risposte. Dopo l’assenza del CdA, la richiesta è che la Commissione consiliare speciale assuma una posizione formale sulla vicenda.