Resto al Sud 2020, incentivi anche per under 46 e professionisti - Newsicilia

Resto al Sud 2020, incentivi anche per under 46 e professionisti

Resto al Sud 2020, incentivi anche per under 46 e professionisti

“Resto al Sud” viene ampliato agli under 46 e ai liberi professionisti. Si tratta di una misura volta a sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno ed è contenuta nel decreto n. 134 del 5 agosto 2019, che entrerà in vigore da lunedì 9 dicembre.

L’incentivo, promosso e sostenuto dal Ministro per il Sud Barbara Lezzi, coinvolgerà dunque una platea più ampia di persone (dapprima era riservato all’avvio di attività d’impresa e fino a un limite massimo di età di 35 anni) che potranno accedere alle agevolazioni da oltre un miliardo di Euro, garantendo una possibilità concreta di sviluppo nelle regioni del Sud.



A quali attività imprenditoriali si riferisce?

Tramite “Resto al Sud” si potranno avviare iniziative imprenditoriali per:


  • produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • turismo.

Sono escluse dal finanziamento le attività agricole e il commercio.

Chi sono i beneficiari?

Possono richiedere l’agevolazione coloro che hanno un’età compresa tra 18 e 45 anni e sono residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda oppure che decidono di trasferire la propria residenza nelle suddette regioni dopo aver presentato la domanda, entro massimo 60 giorni dall’eventuale esito positivo della valutazione (120 giorni se risiedi all’estero).

Inoltre, gli interessati non dovranno aver ricevuto negli ultimi tre anni altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità. Ancora, i benefici non potranno essere richiesti da coloro che abbiano già un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o che siano titolari di altre attività di impresa in esercizio.

Per quanto riguarda i liberi professionisti, costoro non dovranno risultare titolari di partita IVA, nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni.

La richiesta di finanziamento può essere presentata anche dalle società, dalle cooperative, dalle ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017, o dai team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo l’esito positivo della valutazione.

In cosa consiste l’agevolazione?

Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili ed è suddiviso in un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo e in un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI.

Gli interessi del finanziamento saranno interamente coperti da un contributo in conto interessi.

Tra le spese ammissibili rientrano quelle per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività.

La procedura

Le domande, corredate da tutta la documentazione relativa al progetto imprenditoriale, vanno inviate a Invitalia, attraverso la piattaforma dedicata sul sito www.invitalia.it. L’Agenzia esaminerà i progetti in base all’ordine cronologico di arrivo e ne valuterà la sostenibilità tecnico-economica.

Fonte foto: www.sternzanin.it

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