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29.10.2026

Ragusa, minorenne indagata per terrorismo jihadista: pubblicava propaganda dell’Isis su TikTok, collocata in comunità

di Redazione | 2 min di lettura

L’indagine della Digos, avviata dopo una segnalazione dell’AISI, ha portato alla scoperta di contatti con presunti membri dello Stato Islamico, video di propaganda terroristica e materiale sull’auto-addestramento. La giovane è accusata di auto-addestramento e apologia con finalità di terrorismo internazionale

Ragusa, minorenne indagata per terrorismo jihadista: pubblicava propaganda dell’Isis su TikTok, collocata in comunità
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Una minorenne di nazionalità albanese, residente nella provincia di Ragusa, è stata collocata in una comunità per minori in esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Tribunale per i Minorenni di Catania. La giovane è indagata per auto-addestramento e apologia con finalità di terrorismo, anche internazionale.

Il provvedimento, eseguito dalla Digos della Questura di Ragusa su delega della Procura della Repubblica per i Minorenni di Catania, arriva al termine di un’attività investigativa che avrebbe fatto emergere un progressivo processo di radicalizzazione della ragazza, con particolare riferimento alla propaganda jihadista e all’organizzazione terroristica dello Stato Islamico.

La propaganda jihadista su TikTok e la segnalazione dell’intelligence

L’indagine ha preso avvio da una segnalazione dell’AISI, l’Agenzia informazioni e sicurezza interna, relativa a un’utente della rete che pubblicava sui social network, in particolare su TikTok, contenuti riconducibili all’ideologia jihadista.

La Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione ha successivamente identificato l’autrice delle pubblicazioni nella minorenne residente nel Ragusano.

Gli approfondimenti investigativi condotti dalla Digos, anche nell’ambiente scolastico, avrebbero evidenziato un cambiamento nelle abitudini e nelle frequentazioni della giovane, che avrebbe progressivamente ristretto i propri rapporti sociali alle compagne di classe di religione islamica.

La perquisizione e il materiale sequestrato

La ragazza, sottoposta a monitoraggio investigativo, è stata perquisita lo scorso maggio. Durante l’operazione gli agenti hanno sequestrato un dispositivo elettronico, successivamente analizzato dal personale specializzato della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

Dagli accertamenti tecnici sarebbero emersi numerosi elementi riconducibili a un percorso di radicalizzazione, tra cui contenuti legati alla propaganda dello Stato Islamico, richiami alla simbologia dell’estrema destra e materiale di matrice antisemita.

Gli investigatori hanno inoltre individuato immagini e contenuti verosimilmente realizzati attraverso strumenti di intelligenza artificiale, oltre alla condivisione di materiale relativo al radicalismo violento.

Contatti con presunti membri dell’Isis e manuali per esplosivi artigianali

Particolarmente rilevanti, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero i contatti intrattenuti dalla minorenne con sedicenti appartenenti allo Stato Islamico e con utenti della rete che promuovevano azioni terroristiche.

All’interno dei dispositivi analizzati sono stati rinvenuti numerosi contenuti multimediali collegati all’Isis e ad altre organizzazioni terroristiche jihadiste.

Tra il materiale individuato figurano video di propaganda raffiguranti esecuzioni sommarie di prigionieri, contenuti apologetici del Daesh e documentazione relativa all’auto-addestramento e alla fabbricazione di esplosivi artigianali.

Gli investigatori hanno inoltre rilevato la condivisione di filmati relativi alla violenta aggressione avvenuta lo scorso marzo nell’istituto scolastico “Leonardo da Vinci” di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, dove una docente di francese era stata ferita al collo con un’arma da taglio da uno studente tredicenne.

La misura cautelare e il trasferimento in comunità

Gli elementi raccolti durante l’attività investigativa sono stati posti a fondamento del provvedimento cautelare disposto dall’autorità giudiziaria minorile di Catania.

Al termine degli adempimenti di rito, la giovane è stata accompagnata in una comunità per minori, dove resterà sottoposta alla misura stabilita dal Tribunale.

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