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20.10.2026

Protesta autotrasportatori, dal Governo: “Abbiamo sbloccato un miliardo”

di Redazione | 6 min di lettura

Protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante, blocchi e problemi di distribuzione in Italia.

Protesta autotrasportatori, dal Governo: “Abbiamo sbloccato un miliardo”
Indice

Blocchi e problemi di distribuzione anche oggi in tutta Italia, con disagi particolarmente evidenti al Sud. La protesta degli autotrasportatori contro il rincaro del carburante continua a ripercuotersi sulla circolazione delle merci e sulle attività commerciali, con criticità soprattutto in Sicilia, dove iniziano a emergere difficoltà nell’approvvigionamento dei supermercati e ripercussioni anche su alcuni servizi pubblici essenziali.

Intanto, a Milano si è svolto un tavolo con gli autotrasportatori in Prefettura, alla presenza del vicepremier Matteo Salvini. All’incontro sono state convocate Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito Fiap, Confcooperative, Legacoop Produzione e Servizi e Sna-Casartigiani.

Al termine del confronto, il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi ha annunciato lo sblocco di circa un miliardo di euro, facendo seguito a quanto promesso dal ministro Matteo Salvini. L’obiettivo è consentire alle imprese di autotrasporto di ricevere le risorse attese e favorire il superamento della protesta, che sta creando difficoltà lungo la catena logistica nazionale.

Le dichiarazioni di Rixi

“Abbiamo sbloccato circa un miliardo di euro: 480 milioni per quanto riguarda tutte le domande che sono arrivate fino ad agosto e poi mettiamo nuove risorse su settembre-ottobre, però il credito d’imposta sarà ovviamente nel ’27”. Così il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi dopo il tavolo con gli autotrasportatori in Prefettura a Milano. “Da oggi iniziamo a erogare i contributi sui 430, che ora sono diventati 480 milioni circa, per azzerare tutte le domande che sono pervenute fino al 30 di agosto, che è l’ultima finestra che è stata aperta” ha aggiunto Rixi.

Il governo punta quindi a sbloccare i contributi già previsti e a mettere a disposizione ulteriori risorse per rispondere alle richieste del settore. Resta però da capire se gli annunci e gli impegni assunti saranno sufficienti a convincere le sigle coinvolte a interrompere la mobilitazione.

L’auspicio è che i blocchi degli autotrasportatori finiscano “spero oggi pomeriggio. Perché è evidente che una situazione come questa non può continuare, quindi giuste le istanze, però i blocchi non possono essere consentiti sine die”, ha sottolineato Rixi. “Quello che noi stiamo cercando di fare, ed è il motivo per cui il ministro Salvini ha deciso anche di incontrare tutti gli autotrasportatori del Sud, è proprio cercare di evitare di far passare il problema di approvvigionamenti alla catena logistica, ai cittadini ma anche agli ospedali” ha aggiunto.

Il rischio, infatti, è che il protrarsi dei blocchi possa aggravare le difficoltà di distribuzione, con conseguenze per le attività economiche, i cittadini e i servizi che dipendono dal regolare trasporto delle merci.

La situazione in Sicilia

In Sicilia la situazione resta particolarmente delicata. Continua il blocco dei Tir a Palermo, nell’innesto dell’autostrada che porta in città: in via Oreto e nelle strade attigue sono in sosta circa un centinaio di mezzi pesanti.

Anche al porto il presidio degli autotrasportatori ha portato al blocco di Tir e una trentina di mezzi sono fermi in via Francesco Crispi. Le conseguenze della mobilitazione si riflettono sulle attività di trasporto e consegna delle merci, con gli operatori che attendono indicazioni sulla possibilità di riprendere regolarmente il lavoro.

Un autotrasportatore che doveva consegnare merce in Sicilia dopo l’uscita dal porto è stato fermato e invitato a sostare. “Io lavoro per una ditta – dice allargando le braccia – e dovevo fare le consegne. Mi hanno detto di fermarmi e mi sono fermato. Non so quando potrò muovermi”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Salvatore Bella, coordinatore del Cts, che afferma che il comitato non impone nulla e non ferma camionisti.

La protesta prosegue anche nell’area dello Stretto. Continua la mobilitazione degli autotrasportatori alla barriera degli svincoli di Tremestieri e San Gregorio. Gli autisti hanno detto che oggi aspetteranno prima di togliere i blocchi quello che dirà il ministro dei trasporti Matteo Salvini. Se l’incontro darà esito positivo andranno via, altrimenti continuerà la protesta.

Intanto, a Messina, quasi tutti i supermercati hanno carenza di merce e si è fermata anche la raccolta dei rifiuti in molti Comuni della zona ionica. Le difficoltà nella movimentazione delle merci rischiano così di avere conseguenze che vanno oltre il settore dei trasporti, coinvolgendo direttamente la vita quotidiana dei cittadini.

Il servizio porta a porta per il ritiro dell’indifferenziata non verrà espletato in almeno 15 centri: Giardini Naxos, Letojanni, Gaggi, Gallodoro, Castelmola, Mongiuffi Melia, Forza d’Agrò, Sant’Alessio Siculo, S. Teresa di Riva, Savoca, Casalvecchio Siculo, Antillo, Pagliara, Mandanici e Scaletta Zanclea.

La protesta degli autotrasportatori contro il rincaro del carburante, attuata alle barriere autostradali di Messina e Catania con blocchi, presidi e mobilitazioni, colpisce infatti anche alcuni servizi pubblici essenziali.

Mezzi fermi nei piazzali in attesa di un confronto con Salvini

Sulla mobilitazione è intervenuto il Cts, Comitato Trasporto Siciliano, che ribadisce la propria disponibilità al dialogo con il governo e indica nella formalizzazione degli impegni sui fondi destinati all’autotrasporto la condizione per arrivare allo sblocco della situazione.

“Tutti i mezzi della sigla rimarranno fermi all’interno dei rispettivi piazzali aziendali in attesa di un confronto diretto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, finalizzato alla sottoscrizione degli impegni necessari per lo sblocco dei fondi destinati all’autotrasporto e conferma la disponibilità al dialogo: non appena il ministro Salvini firmerà formalmente gli impegni presi, il fermo dei porti siciliani verrà immediatamente revocato”. Lo fa sapere il Cts, Comitato Trasporto Siciliano, ribadendo che la propria azione di protesta si limita esclusivamente alla mancata movimentazione dei semirimorchi dalle navi.

La posizione del comitato conferma quindi che la ripresa delle attività è legata agli sviluppi del confronto istituzionale e alla formalizzazione degli impegni annunciati. Nel frattempo, le ripercussioni sulla logistica e sulla distribuzione delle merci continuano a preoccupare, soprattutto nei territori in cui la mobilitazione sta incidendo maggiormente sui rifornimenti.

Le dichiarazioni di Salvini

Il governo punta a intervenire rapidamente per rispondere alle richieste degli autotrasportatori, attraverso l’erogazione dei fondi già stanziati e l’individuazione di ulteriori risorse. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha ribadito la necessità di accelerare i tempi, alla luce delle difficoltà denunciate dalle imprese del settore.

Subito l’erogazione dei fondi già stanziati per l’autotrasporto, poi misure aggiuntive. “Stiamo lavorando al massimo per dare risposte concrete già oggi. I 430 milioni che sono già a bilancio, quindi già stanziati, sono disponibili”. Così il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini a Rtl 102.5 precisando: “tuttavia, per superare gli ostacoli burocratici, ci siamo imposti, mettiamola così con un verbo un po’ forte, che inizino a essere erogati già da questa settimana, perché molte imprese non possono aspettare.

Poi, siccome stiamo costruendo ora per ora un puzzle complicato, non voglio, per rispetto di chi incontrerò fra due ore, anticipare nulla. Però ci saranno sicuramente risorse aggiuntive. Ci sarà anche una disponibilità di cassa per il cosiddetto Marebonus, figlio di una normativa europea fuori dal mondo e fuori dal tempo”. “Ci stiamo lavorando da settimane.

Le risorse annunciate rappresentano un passaggio importante nel confronto con la categoria, ma resta da verificare se gli impegni del governo saranno sufficienti a sbloccare la protesta in tutte le aree interessate.

In Sicilia, dove i disagi stanno già coinvolgendo la distribuzione commerciale e alcuni servizi pubblici, l’attenzione resta concentrata sugli sviluppi delle prossime ore. La ripresa della movimentazione delle merci sarà decisiva per limitare ulteriori ripercussioni su supermercati, imprese e cittadini.

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