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24.09.2026

Isab torna a maggioranza italiana, Ludoil acquisisce il 51%: investimenti per 1,3 miliardi e mille occupati in più

di Redazione | 3 min di lettura

Perfezionata l’operazione dopo il via libera sul golden power. Confermato l’intero organico della raffineria di Priolo, Melilli e Siracusa. A regime previsti anche circa 100 nuovi tecnici e operatori specializzati

Isab torna a maggioranza italiana, Ludoil acquisisce il 51%: investimenti per 1,3 miliardi e mille occupati in più
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Ludoil Capital srl, società interamente partecipata da Ludoil Energy spa, holding della famiglia Ammaturo, ha perfezionato l’acquisizione del 51% del capitale sociale di Isab srl da Goi Energy srl. L’operazione arriva dopo l’esito positivo del procedimento relativo al golden power.

Da oggi Ludoil assume così la guida industriale e la gestione della Raffineria Isab, il grande polo che si estende nei territori di Priolo, Melilli e Siracusa. Il valore dell’asset, in termini di enterprise value, è pari a un miliardo di euro.

“Il principale polo di raffinazione del Paese torna in mani italiane”

“In una stagione di tensioni internazionali, con riverberi sui costi dell’energia – si legge in una nota di Ludoil – il governo ha salvaguardato il principale polo di raffinazione del Paese, tra i maggiori del Mediterraneo, garantendone la rilevanza strategica attraverso puntuali disposizioni e accompagnandone il ritorno in mani italiane”.

L’autorizzazione Antitrust e l’esame previsto dal Regolamento europeo sulle sovvenzioni estere si sono conclusi senza prescrizioni.

Tra l’annuncio dell’accordo, avvenuto il 13 maggio 2026, e il closing sono trascorsi poco più di quattro mesi. Un arco temporale che la società definisce «raro» per un’operazione di tale complessità e che, secondo Ludoil, testimonia l’impegno dei soggetti pubblici coinvolti nella tutela degli approvvigionamenti e della sicurezza energetica.

Investimenti per 1,3 miliardi in cinque anni

Il nuovo piano industriale prevede investimenti in conto capitale per circa 1,3 miliardi di euro nei prossimi cinque anni e si svilupperà lungo due direttrici principali.

La prima riguarda il potenziamento e l’efficientamento delle infrastrutture della raffineria, attraverso la rimessa in servizio e l’ammodernamento di alcune unità di processo dismesse. Tra queste figurano la distillazione primaria e la desolforazione nel sito Nord, il solvent deasphalting nel sito Igcc-Sud e il thermal cracking nel sito Sud.

Il riavvio degli impianti, secondo il piano, consentirà di aumentare la capacità di lavorazione e di orientare maggiormente la produzione verso distillati a minore tenore di zolfo e con un contenuto carbonico più basso.

La svolta verso i biocarburanti

La seconda direttrice riguarda invece la conversione ai biocarburanti, percorso già avviato nel luglio 2026 con il co-processing all’FCC del sito Nord.

L’obiettivo è sviluppare una filiera verticalmente integrata che, attraverso l’utilizzo di oli vegetali non alimentari, possa produrre biobenzine, Sustainable Aviation Fuel (Saf) e Hydrogenated Vegetable Oil (Hvo), inizialmente negli impianti esistenti e successivamente attraverso unità dedicate.

Confermati tutti i lavoratori, mille persone in più durante gli investimenti

Particolare attenzione viene riservata alle ricadute occupazionali. L’attuale organico di Isab sarà confermato integralmente.

Durante i cinque anni previsti per il rilancio, le commesse legate agli investimenti dovrebbero coinvolgere circa mille persone in più, tra professionalità nei settori dell’ingegneria, della logistica e delle costruzioni provenienti da tutta Italia.

Una volta completato il piano, l’esercizio degli impianti richiederà inoltre circa 100 nuovi tecnici e operatori specializzati. In questo percorso, sottolinea Ludoil, sarà centrale la collaborazione di Isab con il sistema siciliano della formazione tecnica superiore.

Ludoil punta a 13 miliardi di ricavi annui

Con l’ingresso di Isab, Ludoil afferma di completare la propria value chain e di diventare la più grande MultiEnergy Company privata italiana, con ricavi consolidati attesi per circa 13 miliardi di euro all’anno.

La Raffineria Isab rappresenterà il fulcro del sistema, dalla ricezione del greggio e delle materie prime organiche alla loro trasformazione in carburanti e biocarburanti. A questo si aggiungono gli impianti di biometano e quelli per la produzione di energia da fonti rinnovabili, i depositi costieri presenti sul territorio nazionale e la rete delle stazioni di rifornimento.

Nuovo Cda di Isab

Il supporto finanziario all’operazione, assistito dalla garanzia Sace, è stato fornito da Bper e UniCredit, in qualità di Global Coordinator, Mandated Lead Arranger e Bookrunner, e da Mps come Mandated Lead Arranger. Bper Corporate & Investment Banking ha inoltre svolto il ruolo di Banca Agente.

Ludoil ha curato l’operazione interamente in-house, mentre Goi Energy è stata assistita da BonelliErede.

In occasione della prima assemblea dei soci è stato infine nominato il nuovo Consiglio di amministrazione di Isab, composto da tre membri: Marco Russo Spena, presidente, e Paolo Fedeli, amministratore delegato, designati dal socio di maggioranza, e Fabio Cadeddu, consigliere espressione del socio di minoranza.

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