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06.11.2026

Il prezzo per gli agricoltori del pomodoro in Sicilia crolla a 50 centesimi per poi essere rivenduto nei supermercati a 10 euro al chilo

di Giuseppe Firrincieli | 3 min di lettura

Il paradosso della filiera ortofrutticola tra il Sud e il Nord Italia è diventato un fenomeno reale e documentato

Il prezzo per gli agricoltori del pomodoro in Sicilia crolla a 50 centesimi per poi essere rivenduto nei supermercati a 10 euro al chilo

Il paradosso della filiera ortofrutticola tra il Sud e il Nord Italia è diventato un fenomeno reale e documentato. La situazione recente è molto grave e complessa: il divario fra quanto viene pagato un agricoltore al mercato di Vittoria e il prezzo finale sui banchi della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) a Bologna supera il 1000%, penalizzando sia i produttori che i consumatori. L’andamento crescente e incontrollato dei prezzi, dovuto alle condizioni climatiche, logistiche e al via vai dei trasporti con il carburante aumentato del 40 per cento, ha prodotto una forbice di aumenti dei prezzi di vendita e di un azzeramento dei guadagni degli agricoltori, persino con perdite consistenti.

Molti agricoltori siciliani denunciano prezzi alla produzione del tutto insufficienti a coprire i costi reali e i rincari di materie prime, come fertilizzanti e gasolio; in alcuni periodi dell’anno si sono registrati veri e propri crolli, come per gli agrumi e la frutta estiva, mentre per i prodotti serricoli, come pomodori Piccadilly, Ciliegino e Datterino, con le anomalie climatiche e il caldo torrido estesi su tutta l’Isola e in particolare sull’intero angolo delle pianure iblee che partono da Pachino, per arrivare nel Vittoriese fino a Licata, hanno decimato i raccolti, mantenendo i prezzi alla produzione localmente alti sul mercato, ma con pochissimi volumi venduti, lasciando i produttori a mani vuote.

Nel bacino della Val di Noto, meno del 25% dei produttori siciliani è aggregato a grandi cooperative; la maggior parte vende singolarmente a intermediari, senza la forza commerciale di imporre il prezzo di acquisto alla GDO.

In Sicilia mancano grandi centri di confezionamento del pomodoro, come il lavaggio, la selezione, il confezionamento in vaschette con codice a barre, oltretutto etichetta d’obbligo per i supermercati e, in termini più chiari, il pomodoro parte dall’Isola “grezzo”, dentro grandi cassette di plastica. Le piattaforme di base di Bologna ricevono il pomodoro, lo selezionano, lo inseriscono in vaschette di plastica e l’aumento dei costi alla vendita assorbe il 30-40% del valore di mercato finale. E non è finita: i rincari della filiera commerciale, a partire dalla GDO, variano dal 100% al 300% rispetto al prezzo pagato alla piattaforma.

Ma la Grande Distribuzione Organizzata, condizionata dalle recenti proteste dei trasportatori su gomma, legate al caro carburante, che hanno ulteriormente gravato sull’andamento della catena distributiva, tanto che spostare la merce deperibile dalla Sicilia alla piattaforma logistica del Nord è condizionato ancora da un costo pesantissimo che, ovviamente, si ribalta sul prezzo finale.

Oltretutto vi è da aggiungere che in Sicilia non c’è un’adeguata filiera industriale strutturata per la lavorazione del pomodoro, nel produrre polpe, passate, concentrati, pelati, salse e altro per poi, una volta lavorato, essere spedito a Bologna nella piattaforma commerciale. Invece il guadagno si sposta fuori, disperdendosi lungo i passaggi della lavorazione. Risultato? A guadagnarci davvero con il pomodoro siciliano non sono i coltivatori, ma le grandi piattaforme di logistica, i commercianti all’ingrosso del Centro-Nord e, come sempre, la GDO.

La Sicilia soffre di un isolamento infrastrutturale, dovuto alla precarietà delle strutture viarie e principalmente alla carenza di collegamenti aerei cargo, grosso penalty storico e strutturale, che penalizza fortemente l’esportazione di prodotti freschi dell’agroalimentare e dell’artigianato locale. Come sarebbe bello che l’ortofrutta, apprezzata in tutta Europa e in America, partisse la sera via aerea e l’indomani mattina fosse presente freschissima nei supermercati del Centro e Nord Italia e ancora a Monaco di Baviera, Berlino, Londra, Parigi e mille altre città europee e poi New York, Montreal e l’intero Occidente.

Nel 2024, il fatturato medio dei maggiori gruppi della GDO si è aggirato sui 109,8 miliardi di euro; per il 2025 e il 2026 le vendite hanno finora registrato un aumento del 4,3%, spingendo il fatturato oltre 114 miliardi di euro, mentre il valore stimato per i guadagni degli agricoltori del pomodoro, in Sicilia, si aggira tra i 450 milioni e i 550 milioni di euro.

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