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12.10.2026

Caro-gasolio, la pesca trapanese protesta: “Serve prezzo fisso sennò ci fermeremo”

di Redazione | 2 min di lettura

L'allarme è forte e chiaro: nel giro di pochi anni la pesca professionale trapanese rischia di scomparire

Caro-gasolio, la pesca trapanese protesta: “Serve prezzo fisso sennò ci fermeremo”
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Il Centro Permanente per il Coordinamento delle Politiche Locali della Pesca del GAL Pesca Trapanese e gli operatori della marineria di Trapani hanno rivolto una richiesta alle istituzioni: un prezzo politico del gasolio per la pesca, fissato tra 0,60 e 0,70 euro al litro.

La conferenza

L’appello prima citato è stato lanciato durante una conferenza stampa all’ex Lazzaretto, sede del Coordinamento. La flotta trapanese, in attuale stato di protesta, ha infatti fermato le attività senza ritirare i documenti di bordo in Capitaneria di Porto in reazione alle risposte finora insoddisfacenti arrivate da Palermo e Roma.

Alla conferenza hanno preso parte Natale Amoroso, presidente O.P della Pesca di Trapani, Emilio Giacalone, presidente O.P. della Pesca di Trapani e Isole Egadi, Mario Maltese, pescatore, e Giampiero Cappellino, direttore del GAL Pesca Trapanese.

Il caro-gasolio rischia di distruggere la pesca professionale trapanese

I dati presentati dal Coordinamento ripercorrono tutti i prezzi del gasolio nell’ultimo decennio. Tra il 2016 e il 2019 il gasolio agevolato per la pesca costava tra 0,40 e 0,55 euro al litro e consentiva di coprire le spese e remunerare armatori ed equipaggi. Lo shock energetico seguito alla guerra in Ucraina lo ha raddoppiato in pochi mesi, fino a 0,95-1,15 euro nel biennio 2022-2023. Nel 2024-2025 si è assestato tra 0,75 e 0,90 euro, una soglia rimasta strutturalmente alta. Oggi viaggia tra 1,40 e 1,50 euro al litro e assorbe quasi tutto il ricavato di una battuta: uscire in mare significa lavorare in perdita.

Inoltre, mentre il carburante saliva, il prezzo del pesce all’ingrosso restava schiacciato dalla concorrenza estera e dal calo dei consumi interni. A pagare sono stati gli equipaggi: fatto 100 il reddito del 2016, oggi l’indice è sceso a 15. Il mestiere ha perso attrattiva e gli armatori faticano a trovare personale. Senza un prezzo calmierato del carburante, avverte il Coordinamento, le marinerie siciliane e italiane resteranno in svantaggio rispetto alle flotte di altri Paesi del Mediterraneo, che lavorano con costi molto più bassi e invadono i mercati con prodotto a basso prezzo. Nel giro di pochi anni la pesca professionale trapanese rischia di scomparire.

“Il nostro è un grido d’allarme concreto e disperato. Serve una misura straordinaria sul carburante prima che la crisi diventi irreversibile“, questo quanto dichiarato durante la conferenza dai pescatori

15:45