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22.10.2026

Ars, svolta sulla manovra di variazioni: approvati fondi per agricoltura, pesca, sanità e scuole. Ma torna lo scontro con le opposizioni

di Redazione | 2 min di lettura

L'accordo tra maggioranza e minoranza sblocca una decina di articoli prioritari. Via libera anche alle misure per i bus turistici e alla stabilizzazione del personale Arpa. La Vardera annuncia il ritorno all'ostruzionismo: "La manovra per noi finisce qui"

Ars, svolta sulla manovra di variazioni: approvati fondi per agricoltura, pesca, sanità e scuole. Ma torna lo scontro con le opposizioni
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Accordo raggiunto all’Assemblea regionale siciliana sulle misure prioritarie della manovra di variazioni di bilancio, ma la tregua tra maggioranza e opposizione dura poco. Dopo una giornata caratterizzata da tensioni e rallentamenti, il Parlamento siciliano ha approvato una decina di articoli grazie a un’intesa politica che ha consentito di accelerare l’esame del provvedimento.

Tra le norme che hanno ottenuto il via libera figurano i finanziamenti destinati ai produttori di grano, ai pescatori, ai bus turistici, alle assunzioni nel settore sanitario, alla climatizzazione degli istituti scolastici e alla stabilizzazione del personale dell’Arpa.

Un risultato che segna un cambio di passo rispetto alla seduta precedente, quando il confronto parlamentare era stato rallentato dall’ostruzionismo delle opposizioni.

Approvate le misure prioritarie: risorse per diversi settori

L’intesa raggiunta tra maggioranza e minoranza ha permesso di individuare un gruppo di interventi considerati prioritari, sui quali concentrare inizialmente i lavori dell’Aula.

Il via libera riguarda diversi comparti dell’economia e dei servizi pubblici siciliani, a partire dal sostegno ai produttori di grano e al settore della pesca, fino agli interventi destinati al trasporto turistico.

Spazio anche alla sanità, con le disposizioni sulle assunzioni, e al mondo della scuola, attraverso le misure per la climatizzazione degli edifici scolastici.

Tra gli articoli approvati figura inoltre quello relativo alla stabilizzazione del personale dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa).

Maggioranza compatta sul voto segreto, opposizioni all’attacco

L’accelerazione dei lavori arriva dopo una seduta particolarmente complessa, durante la quale le opposizioni avevano fatto ricorso all’ostruzionismo per rallentare l’esame della manovra.

La maggioranza aveva tuttavia mostrato compattezza anche nelle votazioni a scrutinio segreto richieste su diverse disposizioni.

Il confronto tra gli schieramenti ha portato successivamente a un’intesa limitata agli articoli ritenuti più urgenti, consentendo di superare temporaneamente lo stallo.

Una tregua parlamentare che, però, sembra già conclusa.

La Vardera: “Ora si torna alla guerra, interverrò su ogni emendamento”

Una volta approvate le misure concordate, le opposizioni hanno annunciato la ripresa dell’ostruzionismo sul resto della manovra.

A comunicarlo con toni particolarmente duri è stato Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, che ha escluso la possibilità di procedere rapidamente all’approvazione definitiva del provvedimento.

“Per noi la manovra di variazione finisce qui. Altro che maxi-emendamento. Ora si torna alla guerra, comincerete a ballare la samba. Toglietevi dalla testa di chiudere la manovra alle 2 di notte. Interverrò su tutto, emendamento per emendamento”, ha dichiarato La Vardera.

Manovra ancora in salita: la battaglia si sposta sugli articoli rimanenti

Con l’approvazione delle norme prioritarie, l’Ars ha compiuto un passo avanti nell’esame della manovra, ma il confronto politico resta aperto sul resto del provvedimento.

Il ritorno all’ostruzionismo annunciato dalle opposizioni potrebbe rallentare nuovamente i lavori parlamentari, rendendo più complesso il percorso verso il voto finale.

La maggioranza dovrà quindi affrontare una nuova fase di confronto in Aula, mentre resta da definire il destino degli articoli ancora da esaminare.

L’intesa sulle misure urgenti ha consentito di sbloccare una parte della manovra, ma non ha risolto lo scontro politico tra gli schieramenti, destinato a proseguire nelle prossime sedute dell’Assemblea regionale siciliana.

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