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27.10.2026

Finanziere chiede di assistere i genitori disabili, ma la madre muore prima della sentenza

di Redazione | 2 min di lettura

Respinto l’appello del Ministero: il Cga conferma l’annullamento del diniego al trasferimento. I legali Leone, Fell e Riolo: "Ha ottenuto giustizia, ma non ha potuto stare accanto alla madre negli ultimi giorni della sua vita"

Finanziere chiede di assistere i genitori disabili, ma la madre muore prima della sentenza
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Aveva chiesto il trasferimento da Palermo a Napoli per assistere entrambi i genitori, gravemente malati e riconosciuti disabili.

Dopo anni di battaglie legali, il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana gli ha dato ragione. Ma la sentenza è arrivata troppo tardi: la madre è morta appena dieci giorni prima della pubblicazione.

La vicenda

Protagonista della vicenda è un maresciallo della Guardia di Finanza in servizio a Palermo, che aveva presentato un’istanza di trasferimento temporaneo ai sensi della legge 104/1992 per poter assistere i genitori.

L’Amministrazione aveva però respinto la richiesta richiamando le carenze di organico del reparto palermitano e la presenza di altri familiari che, secondo il Ministero, avrebbero potuto prestare assistenza.

Ma per il Tar Sicilia, che aveva accolto il ricorso nel 2025, il diniego era viziato da carenze istruttorie e motivazionali. Il Ministero aveva quindi impugnato la sentenza davanti al Cga, ottenendone inizialmente la sospensione cautelare.

L’appello

Nel giudizio d’appello, la difesa del finanziere, assistito dallo studio legale Leone-Fell & C., ha prodotto nuovi elementi, documentando anche il trasferimento a Napoli di altri militari provenienti dalla Sicilia.

Un dato rilevante, perché smentiva l’idea che le esigenze di organico della sede di provenienza potessero, da sole, impedire il trasferimento. Il Piano nazionale degli impieghi 2026, inoltre, prevedeva 20 posti a Napoli e 5 a Palermo.

La sentenza

Nella sentenza, il Cga ha sottolineato che le carenze di organico non possono comunque essere utilizzate come una formula generica per respingere le richieste previste dalla legge 104: l’Amministrazione deve valutare concretamente la situazione della sede di destinazione, il ruolo del militare e le esigenze assistenziali del familiare disabile.

Allo stesso modo, la presenza di altri parenti non può essere considerata automaticamente sufficiente, senza verificare la loro effettiva disponibilità e capacità di prestare assistenza.

Le dichiarazioni dei legali

“Il Cga ha confermato che le richieste legate all’assistenza dei familiari disabili non possono essere respinte con motivazioni generiche, ma devono essere valutate sulla base delle condizioni concrete e delle esigenze effettive – dichiarano gli avvocati Francesco Leone, Simona Fell, soci fondatori dello studio Leone-Fell & C., e Raimonda Riolo, che ha assistito il finanziere in primo grado -. La parte più dolorosa è che questa sentenza è arrivata quando la madre del nostro assistito non c’era più. Lui aveva chiesto di poterle stare vicino, insieme al padre, in un momento in cui entrambi avevano bisogno di assistenza. La giustizia gli ha dato ragione, ma non potrà restituirgli il tempo che non ha potuto trascorrere con lei. È una vicenda che richiama l’importanza di decisioni amministrative tempestive e di valutazioni più pertinenti da parte delle amministrazioni”.

In copertina: da sinistra: Francesco Leone, Simona Fell, Raimonda Riolo, Floria Barbata e Ciro Catalano

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