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23.09.2026

Sicurezza nei siti culturali siciliani, Scarpinato: “Basta allarmismi, tutela del patrimonio resta una priorità”

di Redazione | 3 min di lettura

L’assessore regionale fa il punto su videosorveglianza, sistemi antintrusione e personale. Interventi a Segesta, Himera e Selinunte. Allo studio anche un possibile maxi concorso per rafforzare gli organici

Sicurezza nei siti culturali siciliani, Scarpinato: “Basta allarmismi, tutela del patrimonio resta una priorità”
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“La tutela e la sicurezza del patrimonio culturale siciliano sono e restano una priorità assoluta del governo regionale”. L’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato interviene sul tema della sicurezza nei musei, nei parchi archeologici e negli altri luoghi della cultura dell’Isola, respingendo quella che definisce una rappresentazione allarmistica della situazione.

Secondo quanto riferito dall’assessore, numerosi siti sono dotati di sistemi di videosorveglianza e antintrusione, in diversi casi collegati direttamente alle forze dell’ordine, mentre sono in corso interventi di aggiornamento e potenziamento tecnologico.

Scarpinato: “Esistono criticità, lavoriamo per superarle

Scarpinato riconosce la presenza di problemi, a cominciare dalle carenze di personale accumulate negli anni, ma sottolinea che sono state avviate nuove procedure concorsuali. Tra queste cita il concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di 10 funzionari archeologi.

L’assessorato sta inoltre lavorando a uno studio per quantificare le effettive necessità del settore e avviare un confronto con il governo nazionale, valutando, secondo quanto annunciato da Scarpinato, anche eventuali deroghe che possano consentire un maxi concorso per colmare progressivamente i vuoti negli organici.

“Non diciamo che non esistano criticità o aspetti da migliorare – afferma l’assessore –: piuttosto lavoriamo ogni giorno per superarli. Ma una cosa è individuare le necessità e programmare gli interventi, altra cosa è alimentare allarmismi che non restituiscono il quadro reale”.

Segesta e Himera, videosorveglianza e sistemi antintrusione

Tra gli interventi illustrati dalla Regione figura quello al Parco archeologico di Segesta, un’area di oltre 150 ettari dove è in corso la revisione degli impianti di sicurezza. Al sistema di videosorveglianza sono stati affiancati allarmi con sensori e telecamere a infrarossi. Il primo lotto dell’intervento risulta completato, mentre il secondo dovrebbe partire a breve.

Al Museo Pirro Marconi di Himera, invece, è presente un sistema di videosorveglianza interna ed esterna attivo 24 ore su 24, con conservazione delle immagini per 14 giorni, oltre a un impianto antintrusione collegato con i Carabinieri di Termini Imerese. La control room dell’Antiquarium è presidiata continuativamente. Previsto inoltre un progetto da 1,5 milioni di euro per l’ottimizzazione degli impianti tecnologici.

Selinunte, in arrivo altre 60 telecamere

Interventi riguardano anche il Parco archeologico di Selinunte, il Museo del Satiro di Mazara del Vallo e il Museo del Baglio Florio. Sono indicati 85 mila euro per sicurezza, revisione della videosorveglianza e nuove infrastrutture, ai quali si aggiungono altri 95 mila euro del progetto “Archaeological Park”.

Il programma prevede 60 nuove telecamere, interne ed esterne, e una nuova control room al Baglio Florio per la gestione centralizzata dei sistemi di sicurezza e di allarme. I lavori, già avviati, secondo quanto comunicato dovrebbero concludersi entro l’autunno.

Al Museo del Satiro l’allarme è collegato con i Carabinieri di Mazara del Vallo e sono previste ronde notturne di un istituto di vigilanza. Baglio Florio e Selinunte dispongono invece, secondo la ricostruzione fornita, di videosorveglianza continua e personale presente sia di giorno sia di notte.

Controlli anche a Lentini e Gela

Il Museo archeologico di Lentini, dove è custodito il Kouros del VI secolo a.C., dispone di videosorveglianza e allarme antintrusione collegato alle forze dell’ordine. Sistemi di controllo sono presenti anche al Museo dei Relitti Greci di Gela, dove l’antintrusione viene attivato durante la chiusura e, in caso di accesso non autorizzato, invia una segnalazione alle forze dell’ordine. È previsto inoltre un servizio privato di vigilanza con ronde notturne.

“Continueremo a investire in tecnologia, sicurezza e personale – conclude Scarpinato – perché custodire il patrimonio della Sicilia significa proteggere una parte fondamentale della nostra identità”.

Foto di repertorio

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