Il prezioso reperto archeologico del III secolo a.C. sarà esposto stabilmente nel museo regionale di Centuripe. La restituzione volontaria dopo le indagini sulla provenienza. Scarpinato: "Un passaggio importante nella collaborazione tra i Paesi Bassi e la Sicilia"
Dopo quasi trent’anni trascorsi nei Paesi Bassi, torna in Sicilia la preziosa Pisside di Centuripe, un vaso in terracotta con coperchio, decorato con una scena nuziale e risalente al III secolo a.C. Il reperto archeologico è stato restituito volontariamente dal museo Allard Pierson dell’Università di Amsterdam, che lo aveva acquistato nel 1997 da un commerciante d’arte svizzero.
Un ritorno di grande valore storico e culturale per il territorio ennese, che potrà finalmente riaccogliere uno dei manufatti rappresentativi della rara produzione ceramica centuripina.
La Pisside sarà esposta stabilmente nel museo regionale di Centuripe, arricchendo le collezioni archeologiche della cittadina.
Alla cerimonia di restituzione, svoltasi all’Università di Amsterdam, ha partecipato l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, che ha espresso soddisfazione per l’iniziativa.
“Desidero ringraziare l’università per questo atto di grande generosità e responsabilità che segna un passaggio importante nei rapporti di collaborazione tra i Paesi Bassi e la Sicilia”, ha dichiarato l’assessore.

“Siamo profondamente orgogliosi e contenti per questo ritorno a casa che non potrà che accrescere il potere attrattivo delle preziose collezioni che rappresentano la rara ceramica originaria di Centuripe. La Pisside sarà esposta stabilmente presso il museo regionale della cittadina nell’Ennese”.
La vicenda risale al 1997, quando il museo archeologico Allard Pierson acquistò il reperto da un commerciante d’arte svizzero.
All’epoca il venditore aveva dichiarato che la Pisside proveniva da una collezione privata svizzera precedente al 1970, anno di adozione della Convenzione Unesco contro il traffico illecito dei beni culturali.
Tuttavia, l’acquisto non era accompagnato da licenze di esportazione o da documentazione in grado di certificare con certezza la provenienza dell’oggetto.
In quel periodo, secondo quanto ricostruito, operazioni di questo tipo non erano insolite nei Paesi Bassi e non costituivano una violazione della normativa olandese. Diversa la legislazione italiana, che vieta lo scavo e l’esportazione di reperti archeologici senza un’esplicita autorizzazione dello Stato.
La svolta è arrivata nel 2017, quando le autorità siciliane hanno formalmente richiesto la restituzione della Pisside.
Un ruolo determinante è stato svolto da alcune fotografie storiche del vaso, realizzate prima del restauro e acquisite dall’associazione culturale SiciliAntica di Centuripe.
Le immagini hanno consentito di mettere in discussione la versione secondo cui il reperto provenisse da un’antica collezione privata svizzera.
Gli elementi raccolti hanno invece rafforzato l’ipotesi di una provenienza da circuiti illeciti, anche alla luce della documentata presenza di scavi clandestini nelle tombe a camera del territorio centuripino.
Nonostante i dubbi emersi sulla provenienza, il museo olandese non era giuridicamente obbligato a restituire il reperto.
I Paesi Bassi, infatti, hanno ratificato la Convenzione Unesco del 1970 soltanto nel 2009, con disposizioni successivamente confluite nella legislazione nazionale sul patrimonio culturale del 2016, prive di efficacia retroattiva.
L’acquisto del 1997 risultava quindi formalmente regolare secondo il diritto olandese dell’epoca.
L’Allard Pierson ha comunque deciso di procedere alla restituzione volontaria, riconoscendo il valore etico di una gestione responsabile, trasparente e collaborativa del patrimonio archeologico.
Una scelta che, secondo il museo, non rappresenta un punto d’arrivo, ma l’inizio di una collaborazione più ampia con le istituzioni siciliane, in particolare nella ricerca sulla provenienza delle collezioni archeologiche.
Alla cerimonia hanno preso parte, oltre all’assessore Scarpinato, il direttore del dipartimento regionale dei Beni culturali Mario La Rocca, il comandante del Nucleo Tutela patrimonio culturale dei Carabinieri di Palermo, tenente Vincenzo De Felice, e il direttore della Biblioteca dell’Università di Amsterdam Carlos Reijnen.
Presenti anche l’ambasciatore per la Cooperazione culturale internazionale Daniel Stork, l’ambasciatore d’Italia nei Paesi Bassi Augusto Massari e il responsabile della ricerca sulla provenienza delle collezioni archeologiche dell’Allard Pierson Rogier Kalkers.
Con il rientro della Pisside, Centuripe recupera un’importante testimonianza della propria storia, destinata a essere nuovamente ammirata nel territorio da cui proviene.
Un risultato che restituisce alla Sicilia un bene del suo patrimonio archeologico e apre nuove prospettive di cooperazione internazionale nella tutela e nella valorizzazione dei beni culturali.