Truffe sui bonus edilizi: stop all’attività per l’imprenditore palermitano Giuseppe Piraino

Truffe sui bonus edilizi: stop all’attività per l’imprenditore palermitano Giuseppe Piraino

PALERMO – Il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso presentato dalla Procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, disponendo il divieto per un anno di esercitare attività d’impresa nei confronti di Giuseppe Piraino.

I fatti

L’imprenditore, in passato considerato un simbolo della ribellione al racket in città, è ora al centro di un’inchiesta per presunte truffe legate ai bonus edilizi.

In precedenza, il gip aveva respinto la richiesta di misura interdittiva avanzata dai pubblici ministeri. Da qui l’appello al Riesame, che ha invece accolto le istanze degli inquirenti.

L’indagine

L’indagine è partita dalla denuncia di una cittadina palermitana. La donna ha riferito che Piraino, legale rappresentante della Mosina Costruzioni s.r.l., non avrebbe portato a termine i lavori di rifacimento della facciata del proprio condominio, nonostante l’appalto fosse stato assegnato nel dicembre 2021 sfruttando il bonus facciate al 90%.



Il condominio aveva versato alla società circa 26.700 euro, pari al 10% della quota non coperta dall’agevolazione statale. Dopo l’avvio delle pratiche, tra cui la certificazione delle spese per un totale di circa 267 mila euro e la comunicazione di inizio lavori, l’amministratore aveva trasmesso all’Agenzia delle Entrate l’opzione dello sconto in fattura con cessione del credito. Tuttavia, i lavori, che avrebbero dovuto concludersi entro 120 giorni, non sono mai stati completati: la ditta si sarebbe limitata al montaggio dei ponteggi e a pochi altri interventi.

Gli accertamenti

Secondo gli inquirenti, proprio il mancato completamento delle opere avrebbe impedito la maturazione del credito dimposta, rendendo quindi illegittima la sua cessione.

Gli accertamenti, estesi ad altri appalti gestiti dalla società, avrebbero evidenziato che il caso non era isolato. La guardia di finanza ritiene che l’imprenditore abbia adottato sistematicamente un meccanismo fraudolento basato sull’acquisizione indebita di crediti fiscali tramite lo sconto in fattura, successivamente ceduti o utilizzati in compensazione. In totale, le truffe contestate sarebbero quindici.