Forza Italia Sicilia verso il commissariamento: decisivo il faccia a faccia Tajani-Schifani

Forza Italia Sicilia verso il commissariamento: decisivo il faccia a faccia Tajani-Schifani

PALERMO – Il futuro di Forza Italia in Sicilia si gioca ormai a Roma. Mentre dentro il partito si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile commissariamento, secondo quanto apprende l’ANSA la decisione finale dipenderà soprattutto dal colloquio tra il leader azzurro Antonio Tajani e il presidente della Regione Renato Schifani, atteso a margine dell’evento organizzato da Forza Italia per i 50 anni del PPE, in programma il 24 aprile a Roma.

Commissariamento Forza Italia Sicilia, il nodo politico passa da Roma

Il passaggio è politicamente delicato perché un eventuale commissariamento Forza Italia Sicilia comporterebbe anche il congelamento della fase congressuale. La segreteria nazionale, secondo la stessa ricostruzione, starebbe lavorando a una mediazione dopo avere ascoltato le posizioni di dirigenti e parlamentari siciliani, in un clima segnato da tensioni e dissensi interni nei confronti dell’attuale coordinatore regionale Marcello Caruso.

Marcello Caruso e le tensioni interne in Forza Italia Sicilia

Caruso era stato nominato da Silvio Berlusconi nel marzo del 2023 come commissario regionale del partito in Sicilia. In questi tre anni ha guidato gli azzurri nell’Isola rivendicando anche i risultati ottenuti alle più recenti elezioni europee, che hanno consolidato il peso di Forza Italia nella coalizione di centrodestra.



Il nodo, adesso, è capire quale sarà la scelta del vertice nazionale e quale peso avrà il faccia a faccia tra Antonio Tajani e Renato Schifani. Da questo confronto potrebbe dipendere non solo il futuro immediato del partito, ma anche la gestione di una fase politica molto delicata per gli equilibri interni del centrodestra siciliano.

Chi può guidare Forza Italia Sicilia

Nel caso in cui il commissariamento venisse formalizzato, resterebbe da sciogliere la questione su chi dovrà guidare Forza Italia Sicilia nella fase transitoria. Tra i nomi che circolano nelle ultime ore ci sono quelli di Giorgio Mulè e Nino Minardo, ma tra molti dirigenti siciliani prevale l’auspicio che la scelta ricada su una figura dell’Isola, capace di conoscere le dinamiche locali e di accompagnare il partito in una fase complessa anche nei rapporti con gli alleati.

La decisione pesa sugli equilibri del centrodestra

La partita, dunque, resta aperta, ma il segnale politico è già chiaro: il dossier su Forza Italia Sicilia non è più soltanto una questione interna regionale. La decisione passa dalle valutazioni romane del vertice nazionale e dal confronto diretto tra Tajani e Schifani, da cui dipenderanno non solo gli assetti del partito, ma anche i futuri equilibri del centrodestra siciliano.