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13.02.2019

Strage di Ustica, rigettato ricorso Ministeri coinvolti: dovranno risarcire i familiari delle vittime

di Redazione
Strage di Ustica, rigettato ricorso Ministeri coinvolti: dovranno risarcire i familiari delle vittime

PALERMO – La Corte di Appello di Palermo ha rigettato il ricorso dei Ministeri dei Trasporti e della Difesa per il risarcimento a favore di una parte di familiari delle vittime della strage di Ustica.

Il 27 giugno del 1980, alle ore 21 circa il volo Dc-9 Itavia partito dall’aeroporto di Bologna, con destinazione quello di Palermo, sparisce dai radar. Il 28 giugno tra l’isola di Ponza e di Ustica vengono ritrovati i corpi delle 81 vittime: 77 passeggeri e 4 membri dell’ equipaggio.

L’ incidente apre una pagina di cronaca nera italiana caratterizzata da misteri, depistaggi e ancora oggi priva di colpevoli.

Le indagini si mostrano da subito complicate; il coinvolgimento di Paesi europei ed extraeuropei, la difficoltà all’accesso degli atti e al materiale recuperato lasciano ancora oggi numerosi dubbi sull’accaduto.

Infatti, la zona sud del Tirreno, area in cui si è verificato l’incidente, veniva spesso utilizzata per delle esercitazioni Nato; inoltre, non è chiaro se al momento in cui l’aereo sparì dai radar, fosse in corso una battaglia che vedeva coinvolti Paesi quali la Francia, gli Stati Uniti e la Libia (si ipotizza che la provenienza del missile che ha abbattuto l’aereo italiano sia di origine nordafricana).

La sentenza emessa della Corte d’Appello ha dichiarato che l’incidente è stato causato da un missile, annullando le ipotesi di malfunzionamento del velivolo o di bomba a bordo; ciò che resta da chiarire è la provenienza del missile.

Il risarcimento ammonta a una cifra di 12 milioni di euro per 7 dei familiari delle vittime; gli altri erano già stati risarciti a seguito delle sentenze emesse dal tribunale civile di Palermo nel 2016, i due Ministeri sono stati condannati per non aver garantito la sicurezza del volo; decade per prescrizione l’accusa di depistaggio.