L’indagine della Squadra Mobile coinvolge 17 referenti di imprese funebri e due medici legali dell’Asp. Secondo l’accusa, certificati necroscopici e altri documenti sarebbero stati rilasciati dietro pagamento e senza i necessari accertamenti. Disposto anche un sequestro preventivo di denaro
Diciannove misure cautelari e interdittive sono state eseguite dalla Polizia di Stato a Palermo nell’ambito di un’indagine su un presunto sistema corruttivo legato al rilascio di certificati necroscopici per decessi avvenuti nelle abitazioni del capoluogo.
L’operazione è stata condotta dalla Sezione Anticorruzione della Squadra Mobile di Palermo, su delega della Procura della Repubblica. L’ordinanza è stata emessa dal Gip del Tribunale di Palermo al termine di un’attività investigativa svolta nel corso del 2024.
Nei confronti di 17 referenti di imprese funebri locali è stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di episodi di corruzione che avrebbero coinvolto due medici legali dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, nati rispettivamente nel 1959 e nel 1957.
Per i due professionisti – uno dei quali oggi in pensione – l’autorità giudiziaria ha disposto la sospensione per un anno: dal pubblico servizio presso l’azienda sanitaria per il medico ancora in servizio e dall’esercizio della professione medica per quello in quiescenza.
È stato inoltre disposto nei loro confronti il sequestro preventivo di somme di denaro ritenute profitto delle condotte corruttive contestate.
Le indagini, condotte anche attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, avrebbero fatto emergere un sistema attraverso il quale alcuni imprenditori del settore funebre si sarebbero recati nelle abitazioni private dei due medici, consegnando somme di denaro in cambio dei documenti necessari per ottenere le autorizzazioni comunali relative al trasporto delle salme, all’inumazione e alla cremazione.
Secondo l’ipotesi investigativa, i certificati sarebbero stati rilasciati a vista e dietro il pagamento di somme di modesta entità, senza che venissero effettuati gli accertamenti previsti.
Ai due sanitari vengono contestate, nell’ambito dell’indagine, ipotesi di corruzione e falsità ideologica.
La documentazione oggetto dell’inchiesta non riguarderebbe soltanto certificati successivi alla constatazione del decesso, ma anche nulla osta igienico-sanitari per il trasferimento delle salme da un Comune a un altro e documenti necessari per la cremazione.
Si tratta di casi nei quali, secondo quanto evidenziato dagli investigatori, è richiesto uno specifico accertamento medico-legale da parte dei sanitari dell’Asp, anche allo scopo di escludere eventuali circostanze riconducibili a morti violente.
Quella eseguita il 30 settembre rappresenta, secondo la Polizia, la terza indagine della Squadra Mobile di Palermo sul fenomeno corruttivo nel settore delle onoranze funebri.
Le precedenti investigazioni avevano riguardato decessi avvenuti al Policlinico universitario e all’ospedale Cervello di Palermo. In quest’ultimo filone sono già stati notificati 32 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di imprenditori funebri palermitani.