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18.10.2026

Omicidio Paolo Taormina, Maranzano potrebbe uscire dal carcere per pregare sulla tomba della nonna: la decisione della Cassazione

di Redazione | 2 min di lettura

La Suprema Corte annulla il diniego del permesso per la visita al cimitero e dispone un nuovo esame della richiesta. Resta invece respinta la possibilità di partecipare a una riunione familiare

Omicidio Paolo Taormina, Maranzano potrebbe uscire dal carcere per pregare sulla tomba della nonna: la decisione della Cassazione
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Gaetano Maranzano, accusato dell’omicidio di Paolo Taormina, il 21enne ucciso con un colpo di pistola alla testa davanti al pub della famiglia a Palermo, potrebbe ottenere un permesso per lasciare temporaneamente il carcere e recarsi al cimitero per pregare sulla tomba della nonna.

La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento che aveva negato al detenuto la possibilità di rendere omaggio alla familiare defunta, disponendo un nuovo esame della richiesta.

La vicenda, riportata dai colleghi del Giornale di Sicilia, riguarda il giovane dello Zen, attualmente detenuto nel carcere Pagliarelli di Palermo.

La richiesta dopo la morte della nonna

Quando le condizioni di salute dell’anziana si erano aggravate, il giudice per le indagini preliminari aveva autorizzato Maranzano a raggiungerla nella sua abitazione per incontrarla. La visita, tuttavia, non si era potuta svolgere.

Dopo la morte della donna, il detenuto aveva presentato una nuova istanza, chiedendo di poter incontrare i familiari per condividere il lutto oppure, in alternativa, recarsi al cimitero per pregare sulla tomba della nonna.

Entrambe le richieste erano state respinte dal giudice e il provvedimento era stato successivamente confermato dalla Corte d’appello.

Secondo i magistrati di secondo grado, dopo la tumulazione della donna sarebbe venuto meno il carattere eccezionale dell’evento che avrebbe potuto giustificare l’autorizzazione a uscire dal carcere. Inoltre, i giudici avevano ritenuto che “le esigenze di raccoglimento in preghiera possono essere soddisfatte nel luogo di detenzione“.

La Cassazione: “La morte di un familiare è un evento eccezionale”

La difesa di Maranzano ha impugnato la decisione, sostenendo che il sostegno reciproco tra familiari e il raccoglimento davanti alla tomba di una persona cara rappresentino esigenze che non possono essere soddisfatte esclusivamente all’interno del carcere.

La prima sezione penale della Corte di Cassazione, presieduta da Monica Boni, con relatore Raffaello Magi, ha accolto parzialmente il ricorso. I giudici hanno confermato il diniego relativo alla riunione familiare, ma hanno ritenuto insufficienti le motivazioni utilizzate per impedire al detenuto di recarsi al cimitero.

Secondo la Suprema Corte, la morte di un familiare stretto rappresenta un evento “sicuramente eccezionale nel percorso di vita di ogni persona”. La circostanza che una precedente autorizzazione non sia stata concretamente utilizzata non riduce, secondo i giudici, il significato della perdita subita.

Possibile permesso per la visita al cimitero, ma non è ancora autorizzato

Nella decisione, la Cassazione sottolinea che rendere omaggio alla nonna nel luogo della sepoltura costituisce “una modalità concreta e socialmente accettata di raccordo intimo con la persona defunta”. Per questo motivo, i magistrati hanno disposto un nuovo esame della richiesta, affinché venga valutata in maniera più approfondita la possibilità di consentire al detenuto di affrontare il lutto attraverso una visita al cimitero.

La decisione della Cassazione non equivale, dunque, a un’autorizzazione immediata a uscire dal carcere. Sarà necessario un nuovo pronunciamento per stabilire se sussistano le condizioni per concedere il permesso.

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