L'imprenditore agricolo di 54 anni è stato trovato senza vita accanto alla sua Jeep ancora accesa, nelle campagne tra Gangi e Nicosia. Gli investigatori valutano l'ipotesi di un agguato, di un appuntamento-trappola o di un delitto legato a un possibile furto. La vittima era il cognato del vescovo di Ragusa
Tre ipotesi investigative, un cellulare sequestrato e un’intera comunità sotto shock. Proseguono senza sosta le indagini sull’omicidio di Gaetano Alessandro Barreca, 54 anni, imprenditore agricolo e allevatore di Gangi, ucciso con due colpi di fucile al torace nelle campagne delle Madonie, tra Gangi e Nicosia.
Il corpo dell’uomo è stato ritrovato la notte scorsa in contrada Rolica, nei pressi di una delle sue aziende agricole. A pochi passi dal cadavere, riverso a terra, si trovava la sua Jeep con il motore ancora acceso.
Sul delitto indagano i Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, diretta dal procuratore Angelo Cavallo. Al momento nessuna pista viene esclusa.
Gli inquirenti stanno lavorando parallelamente su tre possibili scenari per ricostruire la dinamica e il movente dell’omicidio.
La prima ipotesi è quella di un’imboscata premeditata, organizzata da qualcuno che potrebbe aver atteso l’arrivo dell’imprenditore nelle campagne. La seconda riguarda la possibilità di un incontro concordato e trasformatosi in una trappola. Barreca potrebbe aver raggiunto la zona dopo aver fissato un appuntamento con una persona che conosceva. La terza pista, invece, prende in considerazione l’eventualità che il cinquantaquattrenne si sia trovato casualmente di fronte a qualcosa che non avrebbe dovuto vedere, come un possibile furto in corso nelle campagne circostanti.
Si tratta, al momento, di ipotesi investigative ancora da verificare, sulle quali i militari stanno effettuando approfondimenti.
Un elemento ritenuto particolarmente importante per le indagini è il telefono cellulare dell’imprenditore, acquisito dagli investigatori e ora agli atti dell’inchiesta. L’analisi dello smartphone, dei messaggi e dei tabulati telefonici potrebbe consentire di ricostruire gli ultimi contatti avuti da Barreca prima della morte.
Gli inquirenti intendono verificare, in particolare, se la vittima avesse concordato un appuntamento con qualcuno nelle ore precedenti al delitto.
Sono state inoltre acquisite le registrazioni degli impianti di videosorveglianza di alcune aziende agricole della zona, che potrebbero fornire ulteriori elementi utili per ricostruire gli spostamenti dell’uomo e individuare eventuali presenze sospette.
Prima di allontanarsi da casa, Barreca aveva spiegato ai familiari di doversi recare nelle campagne per mettere al sicuro gli asini, a causa delle condizioni meteorologiche particolarmente avverse che stavano interessando il territorio. Da quel momento, però, di lui si erano perse le tracce.
La moglie, che si trovava a Palermo, aveva iniziato a cercarlo intorno alle 16, inviandogli messaggi e tentando ripetutamente di contattarlo telefonicamente. Il cellulare continuava a squillare, ma nessuno rispondeva. Con il passare delle ore e il crescere della preoccupazione, i familiari si sono rivolti ai Carabinieri per denunciarne la scomparsa.
Le ricerche si sono concluse tragicamente intorno all’1.30 della notte, quando i militari hanno individuato il pick-up dell’imprenditore con il motore ancora acceso e, poco distante, il suo corpo senza vita.
Secondo le prime valutazioni investigative, l’omicidio sarebbe avvenuto diverse ore prima del ritrovamento.
Gli investigatori stanno approfondendo anche il contesto personale e professionale della vittima.
Barreca era un imprenditore agricolo affermato, proprietario di aziende, terreni e diversi immobili, molto conosciuto nel territorio delle Madonie. Nei giorni precedenti all’omicidio aveva partecipato alle mobilitazioni del settore agricolo contro il caro-carburante, denunciando le difficoltà economiche affrontate dagli operatori del comparto. In quell’occasione aveva anche dichiarato che, a causa dei costi eccessivi, quest’anno avrebbe rinunciato a seminare.
Si tratta di un elemento preso in considerazione nella ricostruzione del contesto in cui è maturato il delitto, senza che al momento siano emersi collegamenti accertati tra le proteste e l’omicidio.
La Procura di Termini Imerese ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita presso l’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo. L’esame autoptico dovrà fornire ulteriori elementi sulle circostanze della morte, contribuendo a ricostruire l’orario del decesso e la dinamica dell’aggressione.
Nel frattempo, i Carabinieri proseguono gli accertamenti, ascoltando familiari e persone che conoscevano l’imprenditore.
La notizia dell’assassinio ha profondamente scosso Gangi, dove Barreca viveva insieme alla famiglia. L’imprenditore lascia la moglie e un figlio di 18 anni. A esprimere lo sgomento della comunità è stato il sindaco Giuseppe Ferrarello.
“Siamo sconvolti per quanto successo all’imprenditore agricolo Alessandro Gaetano Barreca, ucciso tra Gangi e Nicosia. In paese non si verificava un omicidio forse da cinquant’anni. Lo conoscevano tutti. Non riusciamo a comprendere quale possa essere il movente di questo tragico delitto”.
Il primo cittadino ha definito l’accaduto “un episodio di inaudita gravità che ha profondamente scosso e sconvolto l’intera comunità gangitana”.
Il dolore per la morte di Barreca ha raggiunto anche Ragusa, dove la vittima era conosciuta per il legame familiare con monsignor Giuseppe La Placa, vescovo della Diocesi ragusana. L’imprenditore era infatti il cognato del presule, che, appresa la tragica notizia, ha lasciato la città per raggiungere i familiari.
Attraverso una nota ufficiale, la Diocesi di Ragusa ha espresso vicinanza al vescovo e alla sua famiglia “per la tragica e prematura scomparsa del cognato Alessandro Barreca”, assicurando la preghiera dell’intera comunità ecclesiale.
Al cordoglio si sono uniti sacerdoti, religiosi e fedeli della diocesi.
Intanto, nelle Madonie, resta forte lo sgomento per un delitto ancora avvolto nel mistero. Gli investigatori continuano a lavorare per individuare chi abbia sparato all’imprenditore e, soprattutto, comprendere il movente di un omicidio che ha sconvolto un’intera comunità.