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06.11.2026

Omicidio Mattarella: al via il processo contro un ex commissario accusato di depistaggio

di Redazione | 1 min di lettura

L’allora poliziotto avrebbe omesso di riportare il ritrovamento di un guanto lasciato sulla scena del delitto

Omicidio Mattarella: al via il processo contro un ex commissario accusato di depistaggio
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È iniziato a Palermo il processo contro Filippo Piritore, commissario della Squadra mobile del capoluogo siciliano ai tempi dell’omicidio di Piersanti Mattarella, avvenuto il 6 gennaio 1980.

L’accusa rivolta a Piritore

Piritore, poi divenuto prefetto di Isernia e oggi in pensione, a 75 anni, è accusato di depistaggio delle indagini sul delitto. L’allora poliziotto avrebbe omesso di riportare, nel suo rapporto successivo all’intervento sulla 127 utilizzata dai sicari, il ritrovamento di un guanto lasciato presumibilmente da uno dei due del commando.

L’auto, lasciata in una traversa di via Laurana, distante circa un chilometro dal punto di via Libertà in cui fu assassinato Mattarella, non fu bruciata e nelle foto scattate dalla scientifica il guanto si vede nitidamente, se ne parlò in un primo rapporto ma poi “sparì” sia dalle carte che dai reperti messi a disposizione dei magistrati.

Le “contraddizioni” dell’indagato

Piritore ha reso, quando le indagini furono riaperte, nel settembre 2024, una serie di versioni ritenute contraddittorie. Intercettato, aveva fatto ammissioni circa le proprie preoccupazioni che qualcosa potesse emergere sui fatti di oltre quarant’anni prima.

Oggi il giudice Filippo Serio ha rigettato la questione preliminare che già la Cassazione aveva affrontato e ha ammesso le prove richieste dalle parti e rinviato al 27 novembre per sentire i primi due testimoni del pm: si tratta di due poliziotti chiamati in causa da Piritore nei suoi interrogatori in Procura e che poi lo avevano smentito, Giuseppe Di Natale e Girolamo Di Fazio.

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